RIFORMA DEL LAVORO

Pubblicato da gianfranco il January 2nd, 2012 - 15:45

Lettera aperta a Monti e alla Fornero

Carissimi,
se vi siete assunti questo onere, credo che l’abbiate fatto con coscienza e conoscenza della realtà.
Certo è che se volete trafficare nei balzelli di tutti i vostri predecessori, non credo che verrete ricordati come salvatori dell’Italia e degli Italiani.
Al contrario, dovete dimenticare e far dimenticare agli Italiani il termine “PRECARIETA’ NEL MONDO DEL LAVORO”.
Per fare questo non dovete inventare nulla, il sistema esiste già.
Non dovete fare altro che far approvare una legge dal parlamento, che rende obbligatorio per tutti i lavoratori stipulare “L’ASSICURAZIONE DEL LAVORO”.
L’assicurazione del lavoro consiste nel contribuire con un premio % sullo stipendio.
a. Tutti i lavoratori versano un premio % mensile rapportato al proprio stipendio; in cambio i lavoratori hanno la certezza dello stipendio per tutto il periodo della loro età lavorativa.
b. Tutti i datori di lavoro contribuiscono con il versamento di un premio % mensile rapportato allo stipendio di ogni proprio collaboratore; in cambio i datori di lavoro hanno la garanzia di poter gestire la propria attività senza condizionamenti estranei.

Ciò comporterebbe :
1. L’eliminazione della precarietà sotto qualsiasi forma
2. Sicurezza sociale
3. Certezze economiche
4. Soluzione di tutti i problemi del mondo del lavoro dal mese successivo alla entrata in vigore di questa legge
5. Sviluppo senza limiti né condizionamenti.

E’ troppo facile ?

Carissimi,
sappiate che le cose semplici sono le più efficaci; se poi sono anche “A PROVA DI CRETINO”, allora sono il massimo.

Con stima e … rassegnazione.

Gianfranco 102201312

ADOZIONE VITALE

Pubblicato da gianfranco il January 2nd, 2012 - 14:25

Solo dalla coscienza popolare possono nascere iniziative importanti.
Devo rivolgere il mio plauso e la mia ammirazione a colui che ha coniato il termine “ADOZIONE VITALE”.
Eppure la sua finalità è così semplice e naturale !
Si tratta fondamentalmente di acquisire il rispetto della vita.
La società è cambiata, il sistema è cambiato, il pensiero è cambiato.
Tutti questi cambiamenti hanno creato la necessità di adeguarsi a quella che è stata ed è l’evoluzione sociale.
Mentre fino ad alcuni decenni fa, la nascita di un figlio era sempre una gioia ed uno stimolo per crescere, ora, quando una coppia procrea involontariamente, la prima risposta che si dà è che non ci sono le risorse sufficienti per garantire una vita dignitosa al frutto del loro amore, perché sono poveri.
Non c’è nulla di più falso in questa affermazione, perché il procreare è di per sè una ricchezza che non tutti si possono permettere.
Allora creiamo le condizioni per dare la possibilità di far crescere i propri figli anche a quei genitori che pensano di non poterselo permettere, attuando “l’adozione vitale” che tradotta nella realtà, significa “CONTRIBUIRE PER LA VITA” attraverso una organizzazione che raccoglie le richieste di quanti non si sentono di poter garantire un futuro dignitoso ai propri figli.
Alla stessa organizzazione fanno capo persone che contribuiscono con una quota mensile da destinare a una o più famiglie che servirà solo al sostentamento del figlio.
Per una gestione trasparente, chi contribuisce dovrà conoscere i destinatari del suo contributo e potrà verificare la rispondenza degli impegni attraverso visite programmate presso i diretti interessati.

Franco

Riflessioni

Pubblicato da admin il December 31st, 2011 - 18:02

Le chiacchiere servono solo a gettare fumo negli occhi di chi non ha una coscienza propria; sono proprio questi che fanno comodo ai chiacchieroni.
Lo sviluppo e la credibilità di un sistema, passano solo attraverso certezze.
Non per niente, la costituzione dice che la nostra repubblica è fondata sul lavoro.
Poiché in tanti anni di intrallazzi politici, economici e opportunistici, ci siamo resi conto che è stato distrutto il sistema sociale, sarebbe ora che ci fermiamo un attimo per prenderci una pausa di riflessione, per capire se ci sono le condizioni per avviare la vera riforma del lavoro.
Si, il lavoro, questo grande sconosciuto.
La riforma del lavoro deve passare attraverso la “riforma del mercato del lavoro” e la “riforma dell’organizzazione del lavoro”.
Il tutto in una logica semplice e con l’obiettivo di dare certezze ai lavoratori e ai datori di lavoro.
Raggiungere questi obiettivi è veramente un gioco da ragazzi, ma soprattutto senza inventarsi nulla, esiste già il sistema applicato in altre realtà, basta acquisirlo e attuarlo adeguatamente nella realtà lavorativa.
Se qualcuno è curioso di conoscere i dettagli, chiedetemi, vi svelerò tutti i particolari.

Avete mai sentito parlare delle “adozioni vitali” ?
Eviterebbero gli omicidi legalizzati dall’aborto.
Se qualcuno è curioso di conoscere i dettagli, chiedetemi, vi svelerò tutti i particolari.

Aspetto un vostro cenno di riscontro.

Gianfranco Pistolesi
131212311

Energia in natura

Pubblicato da admin il December 31st, 2011 - 17:58

26 Dicembre 2011
Energia – considerazioni

Lista degli argomenti :
1. Cosa volete sapere ?
2. Cos’è l’energia ?
3. Cosa si intende per ambiente naturale sostenibile ?
4. Tipi di energia
5. Consumo di energia
6. Fonti di energia
7. Disponibilità di energia
8. Convenienza delle scelte energetiche
9. Motivazioni e tecniche indirizzate al risparmio energetico
10. Il vostro parere

1. Cosa volete sapere ?

2. Cos’è l’energia
Scientificamente è una proprietà della materia in quanto inerente alla stessa esistenza fisica dei corpi.
Possiamo quindi dire che l’energia è l’elemento fisico di cui è costituito o un corpo o un sistema che, trasferito nella nostra realtà, significa che il nostro pianeta ed il nostro sistema solare sono formati da energia.
Come ho detto prima, l’energia è un elemento fisico che pertanto dovrà rispondere alla leggi della fisica che regolano universalmente le evoluzioni del nostro sistema terrestre.
Prima di tutto bisogna ricordare che il principio della fisica si basa sul concetto che “ IN NATURA NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE, MA TUTTO SI TRASFORMA “.
(un pezzo di carta bruciato si trasforma in fumo e cenere/carbone – Annotare le reazioni)

Trascuriamo tutte le altre teoriche chiacchiere accademiche per entrare nel cuore dell’argomento che vogliamo trattare e che rappresenta l’unico fine per qualsiasi discussione compresa nella globale totalità dei motivi stessi della discussione : “ COSA SI INTENDE PER AMBIENTE NATURALE SOSTENIBILE “, perché è alla base della nostra possibile continuità esistenziale e di conseguenza della continuità esistenziale del nostro pianeta.

Non senza giustificato motivo è valida la raccomandazione : “ PRENDITI CURA DI QUESTO PIANETA PRIMA CHE I FIGLI DEI TUOI FIGLI NON POSSANO GODERE DELLE MERAVIGLIE CHE CI CIRCONDANO “.
( proiettare le immagini del Pianeta Terra ).

Affrontiamo ora l’aspetto più pratico e comune a tutti, che è relativo al concetto di energia, partendo da …
3. Cosa si intende per ambiente naturale sostenibile ?
Insigni scienziati e ricercatori hanno deciso che il nostro pianeta si è formato in 4.500 milioni di anni di evoluzione biologica che ha realizzato l’ambiente naturale sostenibile.
Ciò significa che la natura è così perfetta che tutto ciò che ci ha fornito, non solo è sufficiente, ma è esageratamente abbondante per vivere bene ed in armonia con la natura stessa, senza distinzione di zone climatiche o di esseri viventi, tutti hanno la disponibilità delle risorse necessarie per vivere.

Possiamo affermare quindi con certezza che la natura fornisce tutta l’energia che serve per il sostentamento di chi è ospite di questo pianeta.
C’è però da considerare che l’energia che ci viene fornita è nella sua forma primaria e questo è importante saperlo, perché non sempre può essere usata in forma diretta e perché non tutti gli esseri viventi sono d’accordo a farne un uso compatibile con l’ambiente che la natura ci ha fornito.
Noi tutti sappiamo che gli esseri viventi sul nostro pianeta sono di tipo animale e di tipo vegetale.

Gli esseri di tipo vegetale sono essi stessi trasformatori di energia che, oltre a provvedere per le proprie singole necessità di sostentamento, vedi ad esempio una pianta di abete che usa la luce, l’aria e l’umus del terreno per crescere, sono loro stessi fornitori di energia naturale con la produzione di ossigeno e di legname.

Gli esseri di tipo animale si dividono in due categorie :

a. Naturoidi
Fanno parte di questa categoria tutte le specie animali che sono diverse dall’essere umano e che quindi vivono nel loro ambiente naturale così come la natura glielo ha regalato e non operano, né sono interessati ad alcuna trasformazione di ciò e di come la natura stessa glielo offre.
( vedi ad esempio gli uccelli che mangiano l’uva della mia vigna o i cachi, le ciliegie, i fichi, ecc. ….. del mio frutteto; senza alcuna operazione di trasformazione e, purtroppo, senza alcuna fornitura di energia naturale ).

b. Umanoidi
Fa parte di questa categoria un solo soggetto, il cosiddetto “homosapiens” ed è di questa categoria che ci vogliamo occupare per parlare di energia, perché si tratta di una categoria molto problematica, non perché la natura l’ha fatta complicata o l’ha trattata in modo diverso, ma perché, siccome è “sapiens”, è lui stesso che trova piacere a crearsi i problemi che, più sono complicati, più ne trae soddisfazione.

Non dimentichiamo che alla base di tutto il nostro discorso, permane il concetto che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”; se pensiamo ad una lucertola che per muoversi nella pienezza della sua vitalità ha bisogno del calore del sole, mostriamo un esempio di uso diretto dell’energia primaria; mentre l’umanoide ha bisogno di trasformarla per riscaldare i suoi ambienti.
A fronte di un esempio semplice, elementare e a prova di cretino, proviamo a entrare nella logica dell’umanoide rispetto a come usa l’ambiente che lo circonda per estrinsecare il proprio concetto di energia.
Abbiamo detto che, fondamentalmente, l’umanoide ha bisogno di trasformare le energie primarie per renderle utili a soddisfare le proprie necessità, e su questo, nulla da eccepire, essendo homosapiens, ha il dovere di operare in tal modo, solo che dovrebbe usare un’etica di comportamento rispettosa delle leggi naturali.

4. Tipi di energia
Due sono i tipi di energia disponibili sul nostro pianeta :

4a. Energie di transizione – durata limitata (sono le energie fossili)
Purtroppo queste energie hanno ormai acquisito il termine di energie tradizionali, perché sono le energie che usiamo attualmente e che si chiamano petrolio, carbone, gas, uranio, ecc.
Producono biossido di carbonio (CO2) che è il principale responsabile dell’effetto serra, del surriscaldamento dell’atmosfera e delle variazioni climatiche che stanno creando conseguenze catastrofiche per il pianeta dove ormai non esistono più le 4 stagioni climatiche che hanno rappresentato da sempre il punto di riferimento del ciclo vitale sul nostro pianeta; in aggiunta dobbiamo considerare il terribile inquinamento atmosferico che si è ormai radicato con l’emissione di polveri sottili o scorie radioattive di estrema pericolosità e di lunghissima durata, con conseguenze, anche queste, catastrofiche per la salute umana.
L’unica nota positiva è che le energie di transizione sono in via di esaurimento (gli analisti dicono che entro max 40 anni dovranno essere sostituite quasi totalmente).
La speranza è che non sia già troppo tardi per rimediare al ciclo di autodistruzione che già è in corso.
Possiamo parlare ancora a lungo delle disgrazie provocate al nostro pianeta e all’umanità intera con l’uso delle energie fossili, ma voglio lasciare a voi l’iniziativa della ricerca di documenti seri e attendibili rispetto a questo argomento.

4b. Energie rinnovabili – durata illimitata (sono le energie ambientali)
Queste sono le energie del futuro perché hanno una durata infinita e che non producono alcun tipo di inquinamento.
Il loro nome è ASTA (Acqua, Sole, Terra, Aria).
ASTA è in grado di produrre energia in quantità notevolmente superiore al totale fabbisogno energetico mondiale, attraverso :
fotovoltaico, eolico, solare termico, idrogeno, idroelettrico, geotermico, ecc.
Con la distinzione che il fotovoltaico, l’eolico, il solare termico e l’idroelettrico sono energie che si producono in modo diretto; al contrario, l’idrogeno ed il geotermico si producono in modo indiretto attraverso una trasformazione.
Tutte queste sono energie totalmente ecologiche e rinnovabili, che non emettono inquinamento e sono inesauribili, in grado di produrre molta più energia di quanta gli umanoidi ritengono di aver bisogno :
energia elettrica
energia termica
propellente

A puro titolo informativo ma non significativo, aggiungiamo :
biomasse, biocarburante e qualche altra banalità del genere che non vale la pena neanche menzionare per la scarsa quantità di produzione che se ne può ottenere e quindi va considerato solo per piccole realtà molto circoscritte.

5. Consumo di energia
Prima di addentrarci nel discorso concreto dei consumi energetici, dobbiamo fare una precisazione su due termini tecnici : la differenza tra energia e potenza.
La potenza è l’entità energetica necessaria per far funzionare un dispositivo elettrico; ad esempio, un ferro da stiro richiede una potenza di 2 kw come dichiarato nella sua etichetta;
in questo caso quindi parliamo di potenza che si misura in kw.
Se il ferro da stiro lo lasciamo acceso per 1 ora, consumerà una energia pari a 2 kwh;
in questo caso quindi parliamo di energia che si misura in kwh;
ovviamente, se lo lasciamo acceso per 2 ore, consumerà una energia pari a 4 kwh.

Per non essere troppo dispersivi, vorrei affrontare questo argomento limitando la trattazione al nostro contesto nazionale.
Il consumo energetico Italiano nel 2004 è stato equivalente a circa 200 milioni di tonnellate di petrolio di cui solo circa il 7% provenienti dalle fonti rinnovabili (principalmente idroelettrico) ed il 5% è l’energia elettrica importata.
In pratica in Italia si consumano combustibili fossili per produrre circa l’88% dell’energia necessaria, con la conseguente emissione di una enorme quantità di anidride carbonica, chiamata più rispettosamente biossido di carbonio (CO2).
Per dare un’idea di quanto biossido di carbonio viene immesso nell’aria in ogni anno in conseguenza del consumo di combustibili fossili, dobbiamo riferirci al concetto che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, per cui, se in Italia si consumano circa 200 milioni di tonnellate di petrolio per produrre energia, è matematico che vengono immessi nell’aria quasi 300 milioni di tonnellate di biossido di carbonio riscaldato, oltre a 20 milioni di tonnellate di polveri sottili e ad altri elementi di minore quantità come l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto che sono la causa delle piogge acide; inoltre, la combustione del petrolio avviene in combinazione con l’aria, quindi dobbiamo considerare anche che viene sottratta dall’atmosfera una enorme quantità di ossigeno.
E’ vero che le piante nel loro ciclo di fotosintesi assorbono biossido di carbonio ed emettono ossigeno, ma dobbiamo considerare anche il processo di deforestazione che è in corso ormai in modo incontrollato, per cui le piante non sono più sufficienti a pulire l’aria.

Per dare un’idea di quanto petrolio è necessario per produrre l’energia elettrica, consideriamo il consumo elettrico di una famiglia media Italiana che è pari a circa 10 Kwh al giorno, ciò significa che in un anno consuma circa 3.600 Kwh.
Considerando che la media di una famiglia è di circa 2,67 persone, quante famiglie ci sono in Italia sapendo che la popolazione è di circa 60.000.000 di persone ? (22.500.000).
La quantità di petrolio che è necessaria per soddisfare il consumo elettrico annuo di 22.500.000 famiglie è quindi pari a 81.000.000.000 (ottantunomiliardi) di Kwh, corrispondente a 81 milioni di Mwh, pari a 81 mila Gwh.
Memorizziamo questo dato perché poi lo riprenderemo in seguito.

6. Fonti di energia
Per quanto riguarda le energie di transizione, le fonti di produzione sono i pozzi di petrolio o gas e le miniere di carbone o uranio.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, le fonti di produzione sono il sole, il vento, l’acqua e il mare, cosa c’è di più naturale ?

7. Disponibilità di energia
Le energie di transizione hanno una durata limitata ed è prossimo il raggiungimento del picco massimo di produzione.
Cosa significa picco massimo di produzione ?
Significa che la produzione di petrolio o gas raggiungerà un punto massimo di produzione dopo il quale inizierà a scendere inesorabilmente perché saranno maggiori i pozzi che verranno chiusi per esaurimento del prodotto, rispetto ai nuovi che verranno aperti, perché non riusciranno a trovare nuovi giacimenti in quanto ormai quasi tutte le zone sono state esplorate; Pertanto, poiché la fonte energetica non sarà sufficiente per tutti, ciò può portare al rischio concreto dell’avvio di nuovi conflitti mirati all’accaparramento di questa fonte energetica attualmente vitale.
Già da alcuni decenni si organizzano guerre giustificate con motivazioni inesistenti, ma che in realtà sono mirate all’accaparramento del petrolio e del gas, vedi IRAQ, LIBIA, ecc. dove hanno dispiegato ingenti risorse economiche e umane per avere la concreta certezza della disponibilità delle risorse energetiche fossili almeno per qualche decennio; al contrario, vedi la SIRIA che, avendo, purtroppo, una scarsa riserva produttiva di petrolio, può contare solo sull’aiuto di nessuno e allora siamo costretti ad assistere inermi all’esecuzione di un massacro popolare che dura ormai da mesi.

Le energie rinnovabili sono presenti sul nostro pianeta in quantità enormi rispetto alle reali necessità; hanno una durata illimitata e non producono variazioni climatiche.
Sono presenti su tutto il pianta e non danno motivo di innescare conflitti tra i popoli.
Il fotovoltaico ed il solare termico si producono con il sole.
L’idroelettrico si produce con l’acqua
L’eolico si produce con il vento.

Il mare è in grado di produrre sia con il vento che con l’acqua
Poseidon è la piattaforma marina dove nella parte sottostante usa le turbine per produrre energia elettrica sfruttando le onde del mare, mentre nella parte sovrastante usa 3 pale eoliche azionate dal vento.

L’idrogeno ed il geotermico si producono in modo indiretto attraverso una trasformazione, ma non sarà oggetto di discussione in questo contesto.

8. Convenienza delle scelte energetiche
Se veramente le cose stanno in questi termini, perché i nostri amministratori non decidono di favorire l’uso delle energie rinnovabili in sostituzione delle energie di transizione ?

Costi per realizzare i sistemi di produzione di energia elettrica
C’è da premettere che la produzione dell’energia elettrica è libera, quindi i cittadini sono liberi di prodursi in proprio l’energia di cui hanno bisogno.

Vediamo in dettaglio alcuni dati che possono interessare per comprendere meglio la convenienza o meno di prendere in considerazione la produzione di energia elettrica.

Premesso che l’idroelettrico e l’eolico sono solo di competenza di grandi aziende, parliamo di fotovoltaico domestico.
Fotovoltaico
Pensiamo ad un impianto fotovoltaico per una utenza domestica.
1. La potenza da installare deve essere in funzione del proprio consumo di energia annuale.
2. L’accumulo di energia non è pensabile, quindi è solo da considerare lo scambio sul posto con un gestore nazionale di energia elettrica che permette di cedere al gestore l’energia che si produce e usare l’energia del gestore.
Ciò permette di avere sempre la disponibilità dell’energia elettrica, anche di notte quando l’impianto fotovoltaico sarà a produzione zero.
Inoltre dà la possibilità di vendere al gestore la maggiore energia prodotta rispetto a quella consumata, oppure acquistare dal gestore l’energia mancante dalla produzione.
A tal proposito dobbiamo riferirci al punto 1 dove si è detto che “La potenza da installare deve essere in funzione del proprio consumo di energia annuale”, questo perché l’energia che l’utente fornisce in più al gestore, viene valutata circa la metà rispetto a quella che l’utente acquista dal gestore nel momento in cui non è sufficiente quella che ha prodotto.

Fatte queste considerazioni, andiamo ad analizzare un esempio concreto di nucleo familiare che consuma circa 3.600 Kwh di energia elettrica ogni anno, cioè circa 10 Kwh al giorno.
Considerando che per ogni Kw di potenza installata, nella nostra zona l’impianto produce circa 1.200 Kwh all’anno, per avere la copertura dei 3.600 Kwh che si consuma ogni anno, occorre installare un impianto da 3 Kw di potenza.
Per un impianto di questo tipo, il costo attuale ammonta a circa 10.000 euro.
Ogni anno vanno calcolati i costi di esercizio relativi alla manutenzione dell’impianto (100 € circa) ed alla assicurazione (100 € circa).
Volendo valutare in quanto tempo si riesce a rientrare nei costi sostenuti e quelli annuali di esercizio, calcolando che l’energia elettrica non viene pagata e considerando che il costo attuale è di circa 0.2 €/Kwh, si deduce che, essendo il valore dell’energia prodotta di circa 720 €, ma che i costi di esercizio sono di circa 200 €, il vero risparmio è di circa 520 €. Occorrerebbero circa 20 anni per rientrare nel costo dell’impianto.
Poiché questi impianti possono usufruire di una tariffa incentivante pagata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in diminuzione % mensile e che al momento attuale corrisponde a circa 0,24 €/Kwh, in un anno si può contare su un rimborso di circa 864 €.
Supponendo che le tariffe rimangano invariate negli anni, il ricavo annuo ammonta a circa 1.384 €/Kwh.
Occorrerebbero circa 7,5 anni per rientrare nel costo dell’impianto.
Da ciò si deduce che in mancanza della tariffa incentivante, cosa che accadrà a fine 2015, per rimanere nei 7,5 anni di ammortamento (periodo compatibile per il tipo di investimento), dal 2016, il costo dell’impianto deve diminuire di circa il 60%, per un costo a Kw di circa 1.350 €.

Eolico
A seconda della capacità produttiva di una singola pala, l’eolico si divide in 3 categorie :
- Microeolico (fino a 20 Kw di potenza)
- Minieolico (fino a 200 Kw di potenza)
- Grandi impianti (oltre 200 Kw di potenza; attualmente si fanno pale da oltre 6 Mw)
Il microeolico è limitato solo a piccoli sistemi di circa 400 W usati per piccole applicazioni principalmente di tipo hobbistico, in quanto i sistemi di circa 3 Kw di potenza sono già impegnativi dal punto di vista di ingombro e quindi non utilizzabili per l’ambiente domestico.
Si nutre speranza che molto presto si possa avere la disponibilità di pale eoliche di tipo verticale che sono molto più compatte e generano un rumore molto più contenuto.
(Foto pala verticale)

Parliamo quindi di due esempi concreti di siti eolici funzionanti in Abruzzo.

1.TOCCO DA CASAURIA PAESINO ABRUZZESE CONQUISTA IL NEW YORK TIMES

Cosa ci fa un paesino abruzzese di appena 2.700 anime sulle prime pagine del New York Times?
Ci è finito per le sue turbine eoliche, pulite come il vento che gli hanno fatto guadagnare una fama internazionale e che fruttano ai suoi cittadini il privilegio di non pagare per servizi come la nettezza urbana e di non dover sostenere tasse locali.

“L’antica cittadina ha il vento a favore perché con le energie rinnovabili produce più elettricità di quella che consuma e con il surplus fa soldi.”

Quattro sono le turbine eoliche installate che generano il 30% in più dell’elettricità necessaria a soddisfare i consumi della cittadinanza. Lo scorso anno il surplus ha fruttato al Comune 170mila euro, che hanno permesso, tra le altre cose, di adeguare la scuola a criteri antisismici. Ma Tocco da Casauria è solo una delle 800 comunità, citate nell’ultimo rapporto di Legambiente, a produrre più energia di quanta non ne consumi.

2.Cocullo
La realizzazione del parco eolico di Cocullo, ubicato in Provincia de L’Aquila, nel cuore della Regione Abruzzo, Regione Verde d’Europa, ha una forte valenza simbolica in quanto è terminata poche settimane dopo l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto (-6,5%).
Dati del sito
Fonte di energia il vento
Direzione dominante sud-ovest (libeccio)

Potenza unitaria degli aerogeneratori 850 kw

Numero di aerogeneratori 37 (10 modello G52 e 27 modello G58)

Potenza complessiva dell’impianto
Energia prodotta in un anno
Fabbisogno energetico medio coperto
Connessione elettrica 31.450 Kw
38.000.000 Kwh
10.500 famiglie
sottostazione 20/150 kV su Rete Naz.
Anno di entrata in esercizio
Altitudine media

Bilancio energetico
Petrolio risparmiato 2005
1.350 metri s.l.m.

42.000 tonn./anno

Emissioni evitate
Anidride carbonica (causa dell’effetto serra) 60.000 tonnellate/anno
Polveri (causa dell’inquinamento atmosferico)
Anidride solforosa (causa delle piogge acide) 4.300 tonnellate/anno
380 tonnellate/anno
Ossidi di azoto (causa delle piogge acide) 380 tonnellate/anno

Descrizione del parco
Nella realizzazione dell’impianto sono stati particolarmente curati gli aspetti legati al suo corretto inserimento nell’ambiente e quelli relativi al pieno coinvolgimento della popolazione locale.
E’ stato curato ogni dettaglio, sia in fase di progettazione che di costruzione, per integrare l’impianto con l’ambiente che lo ha accolto, in particolare attraverso:
• l’interramento di tutte le linee elettriche di media tensione;
• il distanziamento degli aerogeneratori tra loro, al fine di minimizzare qualsiasi impatto
con l’avifauna nonché l’effetto “selva” che queste strutture possono creare;
• lo studio dei tracciati stradali, per ridurne la visibilità e i relativi movimenti di terra;
• l’impiego di terreno vegetale, per un rapido rinverdimento delle aree interessate dai
lavori di costruzione;
• la presenza di archeologi in tutte le fasi di scavo, per la tutela degli eventuali
ritrovamenti nell’area d’intervento.

Per la costruzione del parco eolico di Cocullo, è stata usata manodopera e imprese locali, garantendo dunque al territorio le ricadute economiche e occupazionali associate con la realizzazione di un’opera così importante. Anche per la fase di esercizio, il personale impiegato è stato selezionato tra gli abitanti del Comune di Cocullo e di quelli limitrofi; l’inserimento in organico è stato preceduto da un periodo di formazione teorica e pratica presso una azienda specializzata.

Il Comune di Cocullo può così beneficiare di importanti e duraturi benefici economici derivanti dallo sfruttamento dell’impianto.

Descrizione degli aerogeneratori

Modello Gamesa – G52 Gamesa – G58
Potenza 850 kW 850 kW
Diametro del rotore 52 m 58 m
Numero di pale 3 3
Lunghezza delle pale 25.3 m 28.3 m
Peso di ciascuna pala 1.900 kg 2.400 kg
Materiale di costruzione delle pale Fibra di vetro preimpregnata di resina epossidica Fibra di vetro preimpregnata di resina epossidica
Velocità di attacco 4 m/s 3 m/s
Velocità di arresto 25 m/s 21 m/s
Altezza della torre 55 m 55 m

Idroelettrico

E’ molto diffuso sull’arco alpino dove la particolare conformazione orografica ne favorisce l’efficienza, ma non è pensabile che possa essere utilizzabile da privati.

Solaretermico

- potrebbe soddisfare il totale fabbisogno nazionale per la produzione di acqua calda
- non presenta difficoltà di accumulo
- costi ancora troppo elevati per soli motivi speculativi
- zero emissione di CO2
- rendimento buono

Geotermico
Il geotermico può essere sfruttato in due realtà diverse :
- Sfruttando le zone tipo i campi flegrei
- Prelevando la costante naturale temperatura presente in un qualsiasi comune sottosuolo e che è di circa 12° C.
Nel primo caso se ne può fare un uso diretto senza ulteriori aggiustamenti.
Nel secondo caso può essere usato solo in combinazione con una pompa di calore che, in questo modo può contare su un liquido che ha già una certa temperatura, per cui in inverno la pompa di calore usa meno energia per portare l’acqua alla temperatura necessaria per il riscaldamento a pavimento; mentre in estate può usare anche in modo diretto la temperatura di 12° C per raffrescare gli ambienti.

Cosa succederebbe se si passasse immediatamente dall’uso delle energie transitorie alle rinnovabili ? Chiedo a voi.

Questa è una non domanda, perché la domanda si fa in previsione di una risposta non scontata, mentre in questo caso, l’unica risposta è che il mondo si fermerebbe istantaneamente, mentre nessuno credo voglia questo.
Allora la domanda è:
visto che è cosa certa che le energie di transizione si stanno esaurendo, come ci stiamo preparando per la loro sostituzione ?

Risposta : MALE !!!
Non è che la tecnologia non sia sufficientemente sviluppata per sostituire l’attuale propellente fossile, solo che chi ha il potere ne blocca la sua sostituzione solo per motivi economici.
Se consideriamo che il prezzo del carburante che usiamo per far camminare i nostri veicoli è ormai tassato a circa l’80% ed è considerato una risorsa fondamentale per l’economia di ogni nazione, soprattutto per l’Italia che ha il costo dei carburanti più alto di tutti, perché ogni volta che serve un motivo per fare cassa, trova sempre una giustificazione più o meno seria per applicare una % di ricarico permanente; pensate che tra le innumerevoli cosiddette ACCISE (tasse tasse sui carburanti), viene ancora applicata quella che doveva servire per finanziare la guerra in Abissinia negli anni ’30; se viene a mancare una risorsa di questa portata, gli stati andrebbero in fallimento e allora, l’unica spiegazione che si può dare sul comportamento dei nostri amministratori, è che prima di abbandonare le energie fossili, devono trovare il sistema credibile per rimpiazzare il mancato introito.

9. Motivazioni e tecniche indirizzate al risparmio energetico
Un sistema basato sull’uso delle energie rinnovabili e sul risparmio energetico creerebbe un ciclo autosostenibile dal quale il pianeta ne trarrebbe enormi vantaggi, ma soprattutto la certezza della sua sopravvivenza.
Cosa si intende per ciclo autosostenibile ?
Per parlare di ciclo autosostenibile bisogna tornare al concetto che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, solo che la trasformazione deve essere compatibile con la logica della conservazione del sistema.
Prima di applicare il processo produttivo che permette la trasformazione di una o più materie prime per costruire un oggetto utile, occorre rispettare due regole precise:
1. detto processo non deve creare danno all’ambiente
2. il prodotto deve essere costruito partendo dalla sua dismissione, nel senso che alla fine del suo utilizzo deve essere recuperato come materia prima per dare origine ad una nuova trasformazione atta a costruire un nuovo oggetto.
Con questo principio, non ci sarebbe più motivo di gestire enormi e sempre più discariche anzi, le discariche potrebbero essere eliminate perché non ci sarebbero rifiuti di cui disfarsene, ma solo siti di raccolta di prodotti pronti per essere riutilizzati per un nuovo ciclo produttivo.

Trattando di un argomento così importante, dobbiamo per forza almeno accennare all’efficienza energetica, al risparmio energetico e, di conseguenza, al risparmio economico, che non dovrebbe mai dispiacere.

- Illuminazione a led
Da alcuni anni si sta diffondendo la tecnologia per la illuminazione a led sia degli ambienti interni che esterni. E’ una tecnologia che si è sviluppata in pochissimo tempo e che è in continua evoluzione, pertanto quello che si può dire ora è che il led può sostituire le lampade utilizzate attualmente, ma per sostituirle occorre dare delle motivazioni valide con i pro e i contro.
- minore consumo (da 1/2 a 1/3 rispetto alle attuali lampade a risparmio energetica e da 1/3 a 1/5 rispetto alle lampade ad incandescenza).
- durata maggiore (circa 5 volte superiore alle attuali lampade)
- bassa emissione di calore
- massima flessibilità di utilizzo e combinazione
- costo alto (da 3 a 10 volte superiore alle attuali lampade, in base all’applicazione)

- Riscaldamento domestico – caldaia a pompa di calore
Da alcuni anni sta cambiando il concetto di riscaldamento domestico, rivolto sia alla maggiore efficienza e versatilità, sia al risparmio energetico.
In conseguenza anche dell’aumento della temperatura terrestre, si ha sempre più l’esigenza di avere non solo il riscaldamento nel periodo invernale, ma anche il raffrescamento nel periodo estivo, considerando anche che la primavera e l’autunno sono ormai ridotti a pochi giorni all’anno, senza trascurare che gli umanoidi manifestano esigenze sempre maggiori per quanto riguarda il confort.
Dal tradizionale riscaldamento con caldaie a metano, GPL o gasolio, si è passati alle caldaie a condensazione che hanno il solo pregio di costare circa il doppio delle precedenti ma che riescono a recuperare parte del calore dei fumi che vengono espulsi all’esterno, con conseguente maggiore efficienza e conseguente leggero risparmio.
Negli ultimi anni si sta affermando la caldaia a pompa di calore che opera con il principio del frigorifero, quindi con un compressore che agisce con un liquido particolare (glicole) in grado di funzionare in modo tale che in estate produce aria fresca e, con l’inversione del ciclo, in inverno produce aria calda.
Cosa ancora più interessante è che la pompa di calore può funzionare in abbinamento con un impianto solare termico.
Tutto questo, con l’aggiunta di un alto rendimento energetico pari a circa + 4, vale a dire che a fronte di un consumo, ad esempio di 10 Kwh, il suo rendimento corrisponde a circa 40 Kwh termici.
L’unica nota dolente sono i costi che ancora rimangono alti sia per la speculazione di solito esercitata sui prodotti innovativi, ma anche perché la diffusione non è ancora su larga scala.

CONCLUSIONI
E’ vero che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, se però si opera con una trasformazione distruttiva, si rischia di distruggere la natura stessa; a quel punto, mancando la materia prima, è automatica la completa distruzione del nostro pianeta, vogliamo che ciò accada ?
Se non vogliamo questo, dobbiamo noi cittadini acquisire le conoscenze adeguate, formare la nostra coscienza e agire di conseguenza;
come ?

10. Il vostro parere
Dopo quanto avete sentito, cosa ne pensate dei vostri progetti ?

Le tue 2 mucche

Pubblicato da admin il December 31st, 2011 - 17:49

Lezione sulla nostra politica reale

Cosa possono fare i politici con le tue 2 mucche.

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:
Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca e uccide quella nera.
DITTATURA:
Hai 2 mucche. La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche. Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche. Si vota per decidere di chi sono le vacche.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA:
Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi 1 per comprare 1 toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche. Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario Panamense sul conto di una società con sede alle isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti sei già passato a miglior vita.
PRODISMO:
Hai 2 mucche. Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa sulla produzione, sulla stalla e sulla mangiatoia. A te rimane lo sterco.
Intanto è in approvazione un disegno di legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.
MASTELLISMO:
Hai 2 mucche. Vai in giro promettendo di regalare il latte a tutti e ti fai regalare altre 10 mucche. Con il latte ci riempi la piscina della moglie a forma di conchiglia e contemporaneamente la fai nominare presidentessa del consorzio per i sussidi ai bovini. Appena scopri che un giudice vuole indagare sulla questione, lo trasferisci a Ponza. Dopo di ciò, quando ti vogliono carcerare, inizi a piangere dicendo che tutti sono contro di te e che hai fatto opere di bene.
VERDI:
Hai 2 mucche. Sistemano le 2 mucche nella tua camera da letto affinché stiano più comode, a te ti mettono nella stalla su una bicicletta collegata ad una dinamo che produce energia pulita che serve ad un cantiere che sta edificando un termovalorizzatore in ….. Campania ?!? Nooo !!! in Kenya …. , perché il termovalorizzatore da noi inquina!!

22 Novembre 2011

Organizzazione sociale

Pubblicato da gianfranco il November 8th, 2011 - 19:16

In una economia di mercato quale è l’attuale organizzazione mondiale, vengono definiti 6 fattori che ne determinano la totale gestione nel contesto di ogni singola nazione:

1.    Lavoro

2.    Occupazione

3.    Sanità

4.    Trasporti

5.    Ambiente

6.    Servizi

 

I primi 5 punti devono essere lasciati al libero mercato e le istituzioni pubbliche ne devono controllare l’attuazione.

 

Il punto 6 deve essere di esclusiva competenza delle istituzioni pubbliche; esso comprende:

·Definizione delle regole per la gestione dei primi 5 punti

·Ordine pubblico

·Sicurezza

·Assistenza pubblica

·Istruzione

·Gestione della ricerca

·Gestione e sfruttamento delle risorse naturali

·Fornitura e gestione delle infrastrutture

·Fornitura e gestione del settore energetico

·Gestione dell’economia globale

1. Lavoro

         Gestito esclusivamente da imprese private.

         Tutte le attività devono essere lasciate al libero mercato

         Le imprese devono avere certezze nello svolgimento delle loro finalità

         Le scelte che le imprese dovranno fare non devono essere condizionate da soggetti estranei

            Le imprese si devono occupare principalmente di gestire lo scopo delle loro attività

2. Occupazione

Gestione della forza lavoro con la istituzione di compagnie garanti (assicurazioni/sindacati) attraverso le quali i lavoratori potranno acquisire le garanzie necessarie e le imprese potranno acquisire certezze.

3. Sanità:

Aziende che operano in libera concorrenza sul mercato ed in stretta collaborazione con le compagnie garanti (assicurazioni/sindacati) e sotto stretta sorveglianza delle istituzioni pubbliche.

4. Trasporti:

Gestione attraverso una politica rivolta alla ottimizzazione della movimentazione (merci e persone), favorendo i trasporti su rotaia anziché su gomma.

5. Ambiente:

Aziende che operano in libera concorrenza sul mercato e sotto stretta sorveglianza delle istituzioni pubbliche

 

La determinazione dell’imprenditore contribuisce a superare quelle difficoltà oggettive cui è soggetta qualsiasi attività.

 

Accertato che le imprese sono il fattore determinante dell’economia, vogliamo valutare quali possono essere le migliori condizioni che ne favoriscono la maggiore efficienza allo scopo di garantirne la libera concorrenza.

 

L’attuale realtà condiziona le imprese ad operare con una serie di incertezze dipendenti da vari fattori relativi a:

- scelte aziendali:

- scelte di mercato

- scelte di prodotti

- scelte di clienti

- scelte amministrative

- scelte collaborative

- ecc.

In base alle necessità che si manifestano, le scelte aziendali possono essere oggetto di verifica, rettifica, manipolazioni, ecc. a sola discrezione degli organi competenti all’interno dell’azienda stessa ed in relazione a quanto ritenuto necessario e risolutivo, senza condizionamenti estranei.

 

Allo stato attuale, le scelte collaborative (personale dipendente) sono soggette ad una serie di condizionamenti di parte che determinano le incertezze imprevedibili che quasi sempre contribuiscono a creare difficoltà di gestione dell’azienda.

Organizzazione del lavoro per il datore di lavoro:

L’impresa dovrà assumere il personale che ritiene sufficiente per i suoi impegni, sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista qualitativo.

L’impresa avrà l’onere di corrispondere il salario al lavoratore, compresi gli oneri previdenziali ed assicurativi.

Nessuna liquidazione dovrà corrispondere l’impresa al lavoratore quando cessa il rapporto di collaborazione.

 

Assicurazione del lavoro per il lavoratore:

Il lavoratore dovrà avere la garanzia della continuità del salario anche nelle situazioni di assenza dal posto di lavoro per malattia, infortunio, maternità, mancanza di lavoro, licenziamento o altro.

L’assicurazione del lavoro sarà a copertura di tutto il periodo lavorativo e sarà organizzata come l’esempio che segue.

Es.: Se lo stipendio di un lavoratore è di 2000 euro al netto di imposte e contributi, il 10% dello stesso costituirà il premio da versare all’assicurazione/sindacato, mentre l’azienda contribuirà con la stessa cifra; ciò significa che il lavoratore percepirà 1800 euro, l’azienda pagherà 2200 euro e l’assicurazione/sindacato accantonerà 400 euro.

Se un’azienda deve licenziare per qualsiasi motivo, non avrà ostacoli.

L’assicurazione/sindacato prenderà immediatamente in carico il lavoratore corrispondendogli l’80% (1600 euro) dell’ultima retribuzione fino a quando non riuscirà a ricollocare il lavoratore in un’altra azienda.

Lo stesso trattamento può essere ipotizzato in caso di malattia.

Se il lavoratore si rifiuta di accettare il nuovo incarico, avrà diritto solo al 50% (1000 euro) dell’ultima retribuzione.

 

Ciò permette di dare certezze ai lavoratori e garanzie alle imprese.

 

L’impegno settimanale del lavoratore sarà di 48 ore effettive, suddivise in 6 giorni, dal Lunedì al Sabato.

Il lavoratore avrà diritto a 4 settimane di ferie retribuite di cui due settimane cumulate nella stagione estiva, una settimana a Natale/Capodanno, una settimana a Pasqua.

Previa autorizzazione della direzione aziendale, il lavoratore potrà ottenere un numero limitato di permessi non retribuiti.

                                                                                     Gianfranco Pistolesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

106207305

 

 

Monnezza a Napoli

Pubblicato da gianfranco il July 4th, 2011 - 21:52

De Magistris, sindaco di Napoli posso risolverti il problema monnezza con un piccolo investimento iniziale che però ti farà guadagnare tanti soldi in futuro, basta uscir fuori dalle assurde logiche attuali di considerare la monnezza come una calamità più o meno naturale.

Il sistema “Genius” permette di :

- separare tutto correttamente

- controllare immediatamente la corretta separazione

- eliminare le discariche

- riutilizzare tutta la monnezza

Genius è a tua disposizione, contattami.

Provare per credere

Franco / 328 5829487

 

Diritto sociale

Pubblicato da gianfranco il May 14th, 2011 - 14:52

L’attuale sistema non permette una stabilita’ economica e sociale a nessuno.

Fino a quando possiamo continuare a convivere con questa precarietà ?

Al contrario, adottando un sistema idoneo a dare certezze, tutti possono costruirsi una stabilita’ economica e sociale tale da essere soggetti attivi, responsabili, interessati, motivati e capaci di contribuire alla realizzazione di un sistema sostenibile per tutti, in cui lo sviluppo sia fondato su cose reali e non sulla costruzione di “castelli di sabbia”.

Alla base della società ci deve essere la famiglia che ciascuno può costruirsi nella certezza della stabilità economica e di una sostenibilità sicura, tutto il resto farà solo da contorno.

Chiedetemi come tutto cio’ sia possibile.

Franco     

pistolesi.gianfranco@libero.it

328 5829487

 

 

TAM – Tutela anche me

Pubblicato da gianfranco il January 15th, 2011 - 22:08

 

L’articolo 3 della Costituzione Italiana cita testualmente che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Se tutti siamo d’accordo su questi principi, riteniamo sia chiaro che tutti i cittadini devono poter estrinsecare le proprie capacità, attitudini e volontà nella misura in cui si sentono liberi di poterlo fare.

Solo fino a 50 anni fa, chi aveva problemi di deambulazione era considerato una persona andicappata e veniva lasciata ai margini della società, non era ben accetto che un andicappato si mostrasse in pubblico, la sua situazione era tale da doversi ritenere doppiamente andicappata: per la sua situazione fisica e per la sua posizione sociale dovuta alla mancanza di strutture idonee per il suo libero movimento.

Pian piano la società si è evoluta e i pregiudizi hanno iniziato ad essere sopraffatti da una coscienza più civile.

E’ iniziata a diffondersi la consapevolezza che quello stato di sofferenza fisica non era dovuto ad una scelta propria, si è capito, di conseguenza, che era necessario affrontare il problema in modo adeguato, che quelle persone non erano gli “scarti della società”, ma semplicemente “persone diversamente abili” che necessitavano di adeguata considerazione come tutti i cittadini e di strutture idonee per il loro libero movimento nei luoghi pubblici ed in quelli privati.Sibilla

 

Noi frequentatori della montagna molto spesso dimentichiamo tutto ciò perché, senza rendercene conto, vorremmo che la montagna debba essere riservata solo a noi che possiamo e vogliamo osare, non pensiamo che ci può essere anche chi vuole ma non può perché è stato meno fortunato di noi e non ha le capacità fisiche per fare quello che per noi è normale.

Perché vogliamo vietare a queste persone di sognare di fronte ad un panorama fantastico, di ammirare quelle bellezze naturali, di avere la soddisfazione di riuscire in qualcosa che fino a quel momento era per loro considerata proibitiva?

Non possiamo continuare a rimanere nel nostro egoismo ipocrita, il territorio montano è una risorsa naturale, che tale deve rimanere, ma ha bisogno di essere valutata e valorizzata, rendiamola fruibile a tutti coloro che la vogliono apprezzare e rispettare, compreso il turista che ha la capacità di dare vitalità e crescita economica anche là dove ormai prevale la rassegnazione.

Parliamo dei nostri monti sibillini : quanti libri sono stati scritti, quante fantasie si sono sviluppate, quante leggende ci sono state tramandate; pensiamo solo al lago di Pilato o alla grotta della Sibilla, quanti vorrebbero appagare il loro desiderio di vedere e toccar con mano ma, nella consapevolezza che per loro è proibitivo, sono costretti a mettersi l’anima in pace e rinunciare, intanto il territorio rimane abbandonato.

Per farlo risorgere non è necessario stravolgere un ambiente, ma solo adattarlo alle finalità che si ritiene siano utili alla società, con interventi idonei e non impattanti.

Il tutto nell’ambito di una progetto rivolto alla crescita, valorizzazione e uso di un territorio.

 

 Gianfranco                                         

500 tetti fotovoltaici

Pubblicato da gianfranco il January 14th, 2011 - 16:24

L’ENERGIA PULITA :

IL PROGETTO DEL CITASFE “500 TETTI FOTOVOLTAICI NEL TERRITORIO DEL FERMANO

 

Lunedì 10 Gennaio ho partecipato all’incontro pubblico a Grottazzolina dove il Citasfe ha illustrato questa iniziativa.
L’intenzione è di cambiare il concetto di energia, con l’obiettivo di diffondere il più possibile la cultura relativa all’uso delle energie rinnovabili in maniera intelligente.

Oggi manca la percezione di quanto stiamo consumando e di quanto stiamo sprecando.

Con questa iniziativa proviamo a dare un input differente, a cambiare il punto di vista, a far capire che l’energia pulita conviene. All’incontro sono state invitate anche le amministrazioni comunali di Fermo e Grottazzolina, che hanno installato impianti fotovoltaici sui tetti di scuole ed edifici pubblici, oltre alla Provincia di Fermo che sulla questione ha recentemente deliberato un regolamento che consente di incentivare il fotovoltaico senza consumare paesaggio e suolo agricolo.

 

Si tratta di una iziativa lodevole e da valutare per la possibile attuazione.

Ci sono però alcuni aspetti importanti da chiarire :

1. I moduli fotovoltaici proposti da ENERGYPOINT sono privi di prodotti altamente inquinanti come il TELLORURO DI CADMIO ?

    Circostanza non chiarita in quella occasione.

2. Chi fa un investimento vuole avere certezze, in particolare rispetto al reale rendimento dell’impiant; cosa facilmente verificabile attraverso report di utenti che hanno installato un impianto già da alcuni anni, attraverso i quali può essere estratto uno storico molto attendibile; la teoria di solito risulta essere molto diversa dalla pratica !!!

3. E’ ormai certo che entro il 2011 la quota incentivante scenderà del 18%, nel 2012 scenderà di un ulteriore 6% e entro il 2013 scenderà di altro 6%, per un totale pari a circa il 30%.

    I costi degli impianti, già esageratamente alti, scenderanno di conseguenza, visto che da quando si fa il contratto con l’azienda installatrice a quando inizia a produrre l’impianto e quindi si stabilisce la tariffa incentivante passano molti mesi ?

4. E’ vero che le amministrazioni comunali e provinciali vanno alla grande nella installazione degli impianti, ma gli amministratori pubblici spendono il denaro pubblico, non il proprio.

 

Ditemi se è vero

 

Gianfranco