26 Dicembre 2011
Energia – considerazioni

Lista degli argomenti :
1. Cosa volete sapere ?
2. Cos’è l’energia ?
3. Cosa si intende per ambiente naturale sostenibile ?
4. Tipi di energia
5. Consumo di energia
6. Fonti di energia
7. Disponibilità di energia
8. Convenienza delle scelte energetiche
9. Motivazioni e tecniche indirizzate al risparmio energetico
10. Il vostro parere

1. Cosa volete sapere ?

2. Cos’è l’energia
Scientificamente è una proprietà della materia in quanto inerente alla stessa esistenza fisica dei corpi.
Possiamo quindi dire che l’energia è l’elemento fisico di cui è costituito o un corpo o un sistema che, trasferito nella nostra realtà, significa che il nostro pianeta ed il nostro sistema solare sono formati da energia.
Come ho detto prima, l’energia è un elemento fisico che pertanto dovrà rispondere alla leggi della fisica che regolano universalmente le evoluzioni del nostro sistema terrestre.
Prima di tutto bisogna ricordare che il principio della fisica si basa sul concetto che “ IN NATURA NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE, MA TUTTO SI TRASFORMA “.
(un pezzo di carta bruciato si trasforma in fumo e cenere/carbone – Annotare le reazioni)

Trascuriamo tutte le altre teoriche chiacchiere accademiche per entrare nel cuore dell’argomento che vogliamo trattare e che rappresenta l’unico fine per qualsiasi discussione compresa nella globale totalità dei motivi stessi della discussione : “ COSA SI INTENDE PER AMBIENTE NATURALE SOSTENIBILE “, perché è alla base della nostra possibile continuità esistenziale e di conseguenza della continuità esistenziale del nostro pianeta.

Non senza giustificato motivo è valida la raccomandazione : “ PRENDITI CURA DI QUESTO PIANETA PRIMA CHE I FIGLI DEI TUOI FIGLI NON POSSANO GODERE DELLE MERAVIGLIE CHE CI CIRCONDANO “.
( proiettare le immagini del Pianeta Terra ).

Affrontiamo ora l’aspetto più pratico e comune a tutti, che è relativo al concetto di energia, partendo da …
3. Cosa si intende per ambiente naturale sostenibile ?
Insigni scienziati e ricercatori hanno deciso che il nostro pianeta si è formato in 4.500 milioni di anni di evoluzione biologica che ha realizzato l’ambiente naturale sostenibile.
Ciò significa che la natura è così perfetta che tutto ciò che ci ha fornito, non solo è sufficiente, ma è esageratamente abbondante per vivere bene ed in armonia con la natura stessa, senza distinzione di zone climatiche o di esseri viventi, tutti hanno la disponibilità delle risorse necessarie per vivere.

Possiamo affermare quindi con certezza che la natura fornisce tutta l’energia che serve per il sostentamento di chi è ospite di questo pianeta.
C’è però da considerare che l’energia che ci viene fornita è nella sua forma primaria e questo è importante saperlo, perché non sempre può essere usata in forma diretta e perché non tutti gli esseri viventi sono d’accordo a farne un uso compatibile con l’ambiente che la natura ci ha fornito.
Noi tutti sappiamo che gli esseri viventi sul nostro pianeta sono di tipo animale e di tipo vegetale.

Gli esseri di tipo vegetale sono essi stessi trasformatori di energia che, oltre a provvedere per le proprie singole necessità di sostentamento, vedi ad esempio una pianta di abete che usa la luce, l’aria e l’umus del terreno per crescere, sono loro stessi fornitori di energia naturale con la produzione di ossigeno e di legname.

Gli esseri di tipo animale si dividono in due categorie :

a. Naturoidi
Fanno parte di questa categoria tutte le specie animali che sono diverse dall’essere umano e che quindi vivono nel loro ambiente naturale così come la natura glielo ha regalato e non operano, né sono interessati ad alcuna trasformazione di ciò e di come la natura stessa glielo offre.
( vedi ad esempio gli uccelli che mangiano l’uva della mia vigna o i cachi, le ciliegie, i fichi, ecc. ….. del mio frutteto; senza alcuna operazione di trasformazione e, purtroppo, senza alcuna fornitura di energia naturale ).

b. Umanoidi
Fa parte di questa categoria un solo soggetto, il cosiddetto “homosapiens” ed è di questa categoria che ci vogliamo occupare per parlare di energia, perché si tratta di una categoria molto problematica, non perché la natura l’ha fatta complicata o l’ha trattata in modo diverso, ma perché, siccome è “sapiens”, è lui stesso che trova piacere a crearsi i problemi che, più sono complicati, più ne trae soddisfazione.

Non dimentichiamo che alla base di tutto il nostro discorso, permane il concetto che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”; se pensiamo ad una lucertola che per muoversi nella pienezza della sua vitalità ha bisogno del calore del sole, mostriamo un esempio di uso diretto dell’energia primaria; mentre l’umanoide ha bisogno di trasformarla per riscaldare i suoi ambienti.
A fronte di un esempio semplice, elementare e a prova di cretino, proviamo a entrare nella logica dell’umanoide rispetto a come usa l’ambiente che lo circonda per estrinsecare il proprio concetto di energia.
Abbiamo detto che, fondamentalmente, l’umanoide ha bisogno di trasformare le energie primarie per renderle utili a soddisfare le proprie necessità, e su questo, nulla da eccepire, essendo homosapiens, ha il dovere di operare in tal modo, solo che dovrebbe usare un’etica di comportamento rispettosa delle leggi naturali.

4. Tipi di energia
Due sono i tipi di energia disponibili sul nostro pianeta :

4a. Energie di transizione – durata limitata (sono le energie fossili)
Purtroppo queste energie hanno ormai acquisito il termine di energie tradizionali, perché sono le energie che usiamo attualmente e che si chiamano petrolio, carbone, gas, uranio, ecc.
Producono biossido di carbonio (CO2) che è il principale responsabile dell’effetto serra, del surriscaldamento dell’atmosfera e delle variazioni climatiche che stanno creando conseguenze catastrofiche per il pianeta dove ormai non esistono più le 4 stagioni climatiche che hanno rappresentato da sempre il punto di riferimento del ciclo vitale sul nostro pianeta; in aggiunta dobbiamo considerare il terribile inquinamento atmosferico che si è ormai radicato con l’emissione di polveri sottili o scorie radioattive di estrema pericolosità e di lunghissima durata, con conseguenze, anche queste, catastrofiche per la salute umana.
L’unica nota positiva è che le energie di transizione sono in via di esaurimento (gli analisti dicono che entro max 40 anni dovranno essere sostituite quasi totalmente).
La speranza è che non sia già troppo tardi per rimediare al ciclo di autodistruzione che già è in corso.
Possiamo parlare ancora a lungo delle disgrazie provocate al nostro pianeta e all’umanità intera con l’uso delle energie fossili, ma voglio lasciare a voi l’iniziativa della ricerca di documenti seri e attendibili rispetto a questo argomento.

4b. Energie rinnovabili – durata illimitata (sono le energie ambientali)
Queste sono le energie del futuro perché hanno una durata infinita e che non producono alcun tipo di inquinamento.
Il loro nome è ASTA (Acqua, Sole, Terra, Aria).
ASTA è in grado di produrre energia in quantità notevolmente superiore al totale fabbisogno energetico mondiale, attraverso :
fotovoltaico, eolico, solare termico, idrogeno, idroelettrico, geotermico, ecc.
Con la distinzione che il fotovoltaico, l’eolico, il solare termico e l’idroelettrico sono energie che si producono in modo diretto; al contrario, l’idrogeno ed il geotermico si producono in modo indiretto attraverso una trasformazione.
Tutte queste sono energie totalmente ecologiche e rinnovabili, che non emettono inquinamento e sono inesauribili, in grado di produrre molta più energia di quanta gli umanoidi ritengono di aver bisogno :
energia elettrica
energia termica
propellente

A puro titolo informativo ma non significativo, aggiungiamo :
biomasse, biocarburante e qualche altra banalità del genere che non vale la pena neanche menzionare per la scarsa quantità di produzione che se ne può ottenere e quindi va considerato solo per piccole realtà molto circoscritte.

5. Consumo di energia
Prima di addentrarci nel discorso concreto dei consumi energetici, dobbiamo fare una precisazione su due termini tecnici : la differenza tra energia e potenza.
La potenza è l’entità energetica necessaria per far funzionare un dispositivo elettrico; ad esempio, un ferro da stiro richiede una potenza di 2 kw come dichiarato nella sua etichetta;
in questo caso quindi parliamo di potenza che si misura in kw.
Se il ferro da stiro lo lasciamo acceso per 1 ora, consumerà una energia pari a 2 kwh;
in questo caso quindi parliamo di energia che si misura in kwh;
ovviamente, se lo lasciamo acceso per 2 ore, consumerà una energia pari a 4 kwh.

Per non essere troppo dispersivi, vorrei affrontare questo argomento limitando la trattazione al nostro contesto nazionale.
Il consumo energetico Italiano nel 2004 è stato equivalente a circa 200 milioni di tonnellate di petrolio di cui solo circa il 7% provenienti dalle fonti rinnovabili (principalmente idroelettrico) ed il 5% è l’energia elettrica importata.
In pratica in Italia si consumano combustibili fossili per produrre circa l’88% dell’energia necessaria, con la conseguente emissione di una enorme quantità di anidride carbonica, chiamata più rispettosamente biossido di carbonio (CO2).
Per dare un’idea di quanto biossido di carbonio viene immesso nell’aria in ogni anno in conseguenza del consumo di combustibili fossili, dobbiamo riferirci al concetto che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, per cui, se in Italia si consumano circa 200 milioni di tonnellate di petrolio per produrre energia, è matematico che vengono immessi nell’aria quasi 300 milioni di tonnellate di biossido di carbonio riscaldato, oltre a 20 milioni di tonnellate di polveri sottili e ad altri elementi di minore quantità come l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto che sono la causa delle piogge acide; inoltre, la combustione del petrolio avviene in combinazione con l’aria, quindi dobbiamo considerare anche che viene sottratta dall’atmosfera una enorme quantità di ossigeno.
E’ vero che le piante nel loro ciclo di fotosintesi assorbono biossido di carbonio ed emettono ossigeno, ma dobbiamo considerare anche il processo di deforestazione che è in corso ormai in modo incontrollato, per cui le piante non sono più sufficienti a pulire l’aria.

Per dare un’idea di quanto petrolio è necessario per produrre l’energia elettrica, consideriamo il consumo elettrico di una famiglia media Italiana che è pari a circa 10 Kwh al giorno, ciò significa che in un anno consuma circa 3.600 Kwh.
Considerando che la media di una famiglia è di circa 2,67 persone, quante famiglie ci sono in Italia sapendo che la popolazione è di circa 60.000.000 di persone ? (22.500.000).
La quantità di petrolio che è necessaria per soddisfare il consumo elettrico annuo di 22.500.000 famiglie è quindi pari a 81.000.000.000 (ottantunomiliardi) di Kwh, corrispondente a 81 milioni di Mwh, pari a 81 mila Gwh.
Memorizziamo questo dato perché poi lo riprenderemo in seguito.

6. Fonti di energia
Per quanto riguarda le energie di transizione, le fonti di produzione sono i pozzi di petrolio o gas e le miniere di carbone o uranio.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, le fonti di produzione sono il sole, il vento, l’acqua e il mare, cosa c’è di più naturale ?

7. Disponibilità di energia
Le energie di transizione hanno una durata limitata ed è prossimo il raggiungimento del picco massimo di produzione.
Cosa significa picco massimo di produzione ?
Significa che la produzione di petrolio o gas raggiungerà un punto massimo di produzione dopo il quale inizierà a scendere inesorabilmente perché saranno maggiori i pozzi che verranno chiusi per esaurimento del prodotto, rispetto ai nuovi che verranno aperti, perché non riusciranno a trovare nuovi giacimenti in quanto ormai quasi tutte le zone sono state esplorate; Pertanto, poiché la fonte energetica non sarà sufficiente per tutti, ciò può portare al rischio concreto dell’avvio di nuovi conflitti mirati all’accaparramento di questa fonte energetica attualmente vitale.
Già da alcuni decenni si organizzano guerre giustificate con motivazioni inesistenti, ma che in realtà sono mirate all’accaparramento del petrolio e del gas, vedi IRAQ, LIBIA, ecc. dove hanno dispiegato ingenti risorse economiche e umane per avere la concreta certezza della disponibilità delle risorse energetiche fossili almeno per qualche decennio; al contrario, vedi la SIRIA che, avendo, purtroppo, una scarsa riserva produttiva di petrolio, può contare solo sull’aiuto di nessuno e allora siamo costretti ad assistere inermi all’esecuzione di un massacro popolare che dura ormai da mesi.

Le energie rinnovabili sono presenti sul nostro pianeta in quantità enormi rispetto alle reali necessità; hanno una durata illimitata e non producono variazioni climatiche.
Sono presenti su tutto il pianta e non danno motivo di innescare conflitti tra i popoli.
Il fotovoltaico ed il solare termico si producono con il sole.
L’idroelettrico si produce con l’acqua
L’eolico si produce con il vento.

Il mare è in grado di produrre sia con il vento che con l’acqua
Poseidon è la piattaforma marina dove nella parte sottostante usa le turbine per produrre energia elettrica sfruttando le onde del mare, mentre nella parte sovrastante usa 3 pale eoliche azionate dal vento.

L’idrogeno ed il geotermico si producono in modo indiretto attraverso una trasformazione, ma non sarà oggetto di discussione in questo contesto.

8. Convenienza delle scelte energetiche
Se veramente le cose stanno in questi termini, perché i nostri amministratori non decidono di favorire l’uso delle energie rinnovabili in sostituzione delle energie di transizione ?

Costi per realizzare i sistemi di produzione di energia elettrica
C’è da premettere che la produzione dell’energia elettrica è libera, quindi i cittadini sono liberi di prodursi in proprio l’energia di cui hanno bisogno.

Vediamo in dettaglio alcuni dati che possono interessare per comprendere meglio la convenienza o meno di prendere in considerazione la produzione di energia elettrica.

Premesso che l’idroelettrico e l’eolico sono solo di competenza di grandi aziende, parliamo di fotovoltaico domestico.
Fotovoltaico
Pensiamo ad un impianto fotovoltaico per una utenza domestica.
1. La potenza da installare deve essere in funzione del proprio consumo di energia annuale.
2. L’accumulo di energia non è pensabile, quindi è solo da considerare lo scambio sul posto con un gestore nazionale di energia elettrica che permette di cedere al gestore l’energia che si produce e usare l’energia del gestore.
Ciò permette di avere sempre la disponibilità dell’energia elettrica, anche di notte quando l’impianto fotovoltaico sarà a produzione zero.
Inoltre dà la possibilità di vendere al gestore la maggiore energia prodotta rispetto a quella consumata, oppure acquistare dal gestore l’energia mancante dalla produzione.
A tal proposito dobbiamo riferirci al punto 1 dove si è detto che “La potenza da installare deve essere in funzione del proprio consumo di energia annuale”, questo perché l’energia che l’utente fornisce in più al gestore, viene valutata circa la metà rispetto a quella che l’utente acquista dal gestore nel momento in cui non è sufficiente quella che ha prodotto.

Fatte queste considerazioni, andiamo ad analizzare un esempio concreto di nucleo familiare che consuma circa 3.600 Kwh di energia elettrica ogni anno, cioè circa 10 Kwh al giorno.
Considerando che per ogni Kw di potenza installata, nella nostra zona l’impianto produce circa 1.200 Kwh all’anno, per avere la copertura dei 3.600 Kwh che si consuma ogni anno, occorre installare un impianto da 3 Kw di potenza.
Per un impianto di questo tipo, il costo attuale ammonta a circa 10.000 euro.
Ogni anno vanno calcolati i costi di esercizio relativi alla manutenzione dell’impianto (100 € circa) ed alla assicurazione (100 € circa).
Volendo valutare in quanto tempo si riesce a rientrare nei costi sostenuti e quelli annuali di esercizio, calcolando che l’energia elettrica non viene pagata e considerando che il costo attuale è di circa 0.2 €/Kwh, si deduce che, essendo il valore dell’energia prodotta di circa 720 €, ma che i costi di esercizio sono di circa 200 €, il vero risparmio è di circa 520 €. Occorrerebbero circa 20 anni per rientrare nel costo dell’impianto.
Poiché questi impianti possono usufruire di una tariffa incentivante pagata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in diminuzione % mensile e che al momento attuale corrisponde a circa 0,24 €/Kwh, in un anno si può contare su un rimborso di circa 864 €.
Supponendo che le tariffe rimangano invariate negli anni, il ricavo annuo ammonta a circa 1.384 €/Kwh.
Occorrerebbero circa 7,5 anni per rientrare nel costo dell’impianto.
Da ciò si deduce che in mancanza della tariffa incentivante, cosa che accadrà a fine 2015, per rimanere nei 7,5 anni di ammortamento (periodo compatibile per il tipo di investimento), dal 2016, il costo dell’impianto deve diminuire di circa il 60%, per un costo a Kw di circa 1.350 €.

Eolico
A seconda della capacità produttiva di una singola pala, l’eolico si divide in 3 categorie :
- Microeolico (fino a 20 Kw di potenza)
- Minieolico (fino a 200 Kw di potenza)
- Grandi impianti (oltre 200 Kw di potenza; attualmente si fanno pale da oltre 6 Mw)
Il microeolico è limitato solo a piccoli sistemi di circa 400 W usati per piccole applicazioni principalmente di tipo hobbistico, in quanto i sistemi di circa 3 Kw di potenza sono già impegnativi dal punto di vista di ingombro e quindi non utilizzabili per l’ambiente domestico.
Si nutre speranza che molto presto si possa avere la disponibilità di pale eoliche di tipo verticale che sono molto più compatte e generano un rumore molto più contenuto.
(Foto pala verticale)

Parliamo quindi di due esempi concreti di siti eolici funzionanti in Abruzzo.

1.TOCCO DA CASAURIA PAESINO ABRUZZESE CONQUISTA IL NEW YORK TIMES

Cosa ci fa un paesino abruzzese di appena 2.700 anime sulle prime pagine del New York Times?
Ci è finito per le sue turbine eoliche, pulite come il vento che gli hanno fatto guadagnare una fama internazionale e che fruttano ai suoi cittadini il privilegio di non pagare per servizi come la nettezza urbana e di non dover sostenere tasse locali.

“L’antica cittadina ha il vento a favore perché con le energie rinnovabili produce più elettricità di quella che consuma e con il surplus fa soldi.”

Quattro sono le turbine eoliche installate che generano il 30% in più dell’elettricità necessaria a soddisfare i consumi della cittadinanza. Lo scorso anno il surplus ha fruttato al Comune 170mila euro, che hanno permesso, tra le altre cose, di adeguare la scuola a criteri antisismici. Ma Tocco da Casauria è solo una delle 800 comunità, citate nell’ultimo rapporto di Legambiente, a produrre più energia di quanta non ne consumi.

2.Cocullo
La realizzazione del parco eolico di Cocullo, ubicato in Provincia de L’Aquila, nel cuore della Regione Abruzzo, Regione Verde d’Europa, ha una forte valenza simbolica in quanto è terminata poche settimane dopo l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto (-6,5%).
Dati del sito
Fonte di energia il vento
Direzione dominante sud-ovest (libeccio)

Potenza unitaria degli aerogeneratori 850 kw

Numero di aerogeneratori 37 (10 modello G52 e 27 modello G58)

Potenza complessiva dell’impianto
Energia prodotta in un anno
Fabbisogno energetico medio coperto
Connessione elettrica 31.450 Kw
38.000.000 Kwh
10.500 famiglie
sottostazione 20/150 kV su Rete Naz.
Anno di entrata in esercizio
Altitudine media

Bilancio energetico
Petrolio risparmiato 2005
1.350 metri s.l.m.

42.000 tonn./anno

Emissioni evitate
Anidride carbonica (causa dell’effetto serra) 60.000 tonnellate/anno
Polveri (causa dell’inquinamento atmosferico)
Anidride solforosa (causa delle piogge acide) 4.300 tonnellate/anno
380 tonnellate/anno
Ossidi di azoto (causa delle piogge acide) 380 tonnellate/anno

Descrizione del parco
Nella realizzazione dell’impianto sono stati particolarmente curati gli aspetti legati al suo corretto inserimento nell’ambiente e quelli relativi al pieno coinvolgimento della popolazione locale.
E’ stato curato ogni dettaglio, sia in fase di progettazione che di costruzione, per integrare l’impianto con l’ambiente che lo ha accolto, in particolare attraverso:
• l’interramento di tutte le linee elettriche di media tensione;
• il distanziamento degli aerogeneratori tra loro, al fine di minimizzare qualsiasi impatto
con l’avifauna nonché l’effetto “selva” che queste strutture possono creare;
• lo studio dei tracciati stradali, per ridurne la visibilità e i relativi movimenti di terra;
• l’impiego di terreno vegetale, per un rapido rinverdimento delle aree interessate dai
lavori di costruzione;
• la presenza di archeologi in tutte le fasi di scavo, per la tutela degli eventuali
ritrovamenti nell’area d’intervento.

Per la costruzione del parco eolico di Cocullo, è stata usata manodopera e imprese locali, garantendo dunque al territorio le ricadute economiche e occupazionali associate con la realizzazione di un’opera così importante. Anche per la fase di esercizio, il personale impiegato è stato selezionato tra gli abitanti del Comune di Cocullo e di quelli limitrofi; l’inserimento in organico è stato preceduto da un periodo di formazione teorica e pratica presso una azienda specializzata.

Il Comune di Cocullo può così beneficiare di importanti e duraturi benefici economici derivanti dallo sfruttamento dell’impianto.

Descrizione degli aerogeneratori

Modello Gamesa – G52 Gamesa – G58
Potenza 850 kW 850 kW
Diametro del rotore 52 m 58 m
Numero di pale 3 3
Lunghezza delle pale 25.3 m 28.3 m
Peso di ciascuna pala 1.900 kg 2.400 kg
Materiale di costruzione delle pale Fibra di vetro preimpregnata di resina epossidica Fibra di vetro preimpregnata di resina epossidica
Velocità di attacco 4 m/s 3 m/s
Velocità di arresto 25 m/s 21 m/s
Altezza della torre 55 m 55 m

Idroelettrico

E’ molto diffuso sull’arco alpino dove la particolare conformazione orografica ne favorisce l’efficienza, ma non è pensabile che possa essere utilizzabile da privati.

Solaretermico

- potrebbe soddisfare il totale fabbisogno nazionale per la produzione di acqua calda
- non presenta difficoltà di accumulo
- costi ancora troppo elevati per soli motivi speculativi
- zero emissione di CO2
- rendimento buono

Geotermico
Il geotermico può essere sfruttato in due realtà diverse :
- Sfruttando le zone tipo i campi flegrei
- Prelevando la costante naturale temperatura presente in un qualsiasi comune sottosuolo e che è di circa 12° C.
Nel primo caso se ne può fare un uso diretto senza ulteriori aggiustamenti.
Nel secondo caso può essere usato solo in combinazione con una pompa di calore che, in questo modo può contare su un liquido che ha già una certa temperatura, per cui in inverno la pompa di calore usa meno energia per portare l’acqua alla temperatura necessaria per il riscaldamento a pavimento; mentre in estate può usare anche in modo diretto la temperatura di 12° C per raffrescare gli ambienti.

Cosa succederebbe se si passasse immediatamente dall’uso delle energie transitorie alle rinnovabili ? Chiedo a voi.

Questa è una non domanda, perché la domanda si fa in previsione di una risposta non scontata, mentre in questo caso, l’unica risposta è che il mondo si fermerebbe istantaneamente, mentre nessuno credo voglia questo.
Allora la domanda è:
visto che è cosa certa che le energie di transizione si stanno esaurendo, come ci stiamo preparando per la loro sostituzione ?

Risposta : MALE !!!
Non è che la tecnologia non sia sufficientemente sviluppata per sostituire l’attuale propellente fossile, solo che chi ha il potere ne blocca la sua sostituzione solo per motivi economici.
Se consideriamo che il prezzo del carburante che usiamo per far camminare i nostri veicoli è ormai tassato a circa l’80% ed è considerato una risorsa fondamentale per l’economia di ogni nazione, soprattutto per l’Italia che ha il costo dei carburanti più alto di tutti, perché ogni volta che serve un motivo per fare cassa, trova sempre una giustificazione più o meno seria per applicare una % di ricarico permanente; pensate che tra le innumerevoli cosiddette ACCISE (tasse tasse sui carburanti), viene ancora applicata quella che doveva servire per finanziare la guerra in Abissinia negli anni ’30; se viene a mancare una risorsa di questa portata, gli stati andrebbero in fallimento e allora, l’unica spiegazione che si può dare sul comportamento dei nostri amministratori, è che prima di abbandonare le energie fossili, devono trovare il sistema credibile per rimpiazzare il mancato introito.

9. Motivazioni e tecniche indirizzate al risparmio energetico
Un sistema basato sull’uso delle energie rinnovabili e sul risparmio energetico creerebbe un ciclo autosostenibile dal quale il pianeta ne trarrebbe enormi vantaggi, ma soprattutto la certezza della sua sopravvivenza.
Cosa si intende per ciclo autosostenibile ?
Per parlare di ciclo autosostenibile bisogna tornare al concetto che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, solo che la trasformazione deve essere compatibile con la logica della conservazione del sistema.
Prima di applicare il processo produttivo che permette la trasformazione di una o più materie prime per costruire un oggetto utile, occorre rispettare due regole precise:
1. detto processo non deve creare danno all’ambiente
2. il prodotto deve essere costruito partendo dalla sua dismissione, nel senso che alla fine del suo utilizzo deve essere recuperato come materia prima per dare origine ad una nuova trasformazione atta a costruire un nuovo oggetto.
Con questo principio, non ci sarebbe più motivo di gestire enormi e sempre più discariche anzi, le discariche potrebbero essere eliminate perché non ci sarebbero rifiuti di cui disfarsene, ma solo siti di raccolta di prodotti pronti per essere riutilizzati per un nuovo ciclo produttivo.

Trattando di un argomento così importante, dobbiamo per forza almeno accennare all’efficienza energetica, al risparmio energetico e, di conseguenza, al risparmio economico, che non dovrebbe mai dispiacere.

- Illuminazione a led
Da alcuni anni si sta diffondendo la tecnologia per la illuminazione a led sia degli ambienti interni che esterni. E’ una tecnologia che si è sviluppata in pochissimo tempo e che è in continua evoluzione, pertanto quello che si può dire ora è che il led può sostituire le lampade utilizzate attualmente, ma per sostituirle occorre dare delle motivazioni valide con i pro e i contro.
- minore consumo (da 1/2 a 1/3 rispetto alle attuali lampade a risparmio energetica e da 1/3 a 1/5 rispetto alle lampade ad incandescenza).
- durata maggiore (circa 5 volte superiore alle attuali lampade)
- bassa emissione di calore
- massima flessibilità di utilizzo e combinazione
- costo alto (da 3 a 10 volte superiore alle attuali lampade, in base all’applicazione)

- Riscaldamento domestico – caldaia a pompa di calore
Da alcuni anni sta cambiando il concetto di riscaldamento domestico, rivolto sia alla maggiore efficienza e versatilità, sia al risparmio energetico.
In conseguenza anche dell’aumento della temperatura terrestre, si ha sempre più l’esigenza di avere non solo il riscaldamento nel periodo invernale, ma anche il raffrescamento nel periodo estivo, considerando anche che la primavera e l’autunno sono ormai ridotti a pochi giorni all’anno, senza trascurare che gli umanoidi manifestano esigenze sempre maggiori per quanto riguarda il confort.
Dal tradizionale riscaldamento con caldaie a metano, GPL o gasolio, si è passati alle caldaie a condensazione che hanno il solo pregio di costare circa il doppio delle precedenti ma che riescono a recuperare parte del calore dei fumi che vengono espulsi all’esterno, con conseguente maggiore efficienza e conseguente leggero risparmio.
Negli ultimi anni si sta affermando la caldaia a pompa di calore che opera con il principio del frigorifero, quindi con un compressore che agisce con un liquido particolare (glicole) in grado di funzionare in modo tale che in estate produce aria fresca e, con l’inversione del ciclo, in inverno produce aria calda.
Cosa ancora più interessante è che la pompa di calore può funzionare in abbinamento con un impianto solare termico.
Tutto questo, con l’aggiunta di un alto rendimento energetico pari a circa + 4, vale a dire che a fronte di un consumo, ad esempio di 10 Kwh, il suo rendimento corrisponde a circa 40 Kwh termici.
L’unica nota dolente sono i costi che ancora rimangono alti sia per la speculazione di solito esercitata sui prodotti innovativi, ma anche perché la diffusione non è ancora su larga scala.

CONCLUSIONI
E’ vero che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, se però si opera con una trasformazione distruttiva, si rischia di distruggere la natura stessa; a quel punto, mancando la materia prima, è automatica la completa distruzione del nostro pianeta, vogliamo che ciò accada ?
Se non vogliamo questo, dobbiamo noi cittadini acquisire le conoscenze adeguate, formare la nostra coscienza e agire di conseguenza;
come ?

10. Il vostro parere
Dopo quanto avete sentito, cosa ne pensate dei vostri progetti ?