1. Energia di transizione / durata limitata

2. Energia rinnovabile / durata illimitata

 

1. Energie tradizionali : petrolio, carbone, gas, uranio

sono le energie che usiamo attualmente e che sono in via di esaurimento (entro max 40 anni).

Il petrolio, il carbone e il gas producono biossido di carbonio (CO2) che è il principale responsabile dell’effetto serra e quindi del surriscaldamento dell’atmosfera con conseguenze catastrofiche per l’umanità intera.

L’uranio produce scorie radioattive di estrema pericolosità e di lunghissima durata.

 

2. Energie alternative : Acqua, Sole, Terra, Aria ( ASTA )

sono in grado di produrre energia in quantità notevolmente superiore al fabbisogno energetico mondiale, attraverso :

eolico, solare termico, idrogeno, idroelettrico, fotovoltaico, ecc.

A queste aggiungiamo :

geotermico, biomasse, biocarburante, ecc.

Tutte queste sono energie ecologiche, rinnovabili e quindi inesauribili che non emettono polluzioni (inquinamento) e sono in grado di produrre :

1. energia elettrica

2. energia termica

3. propellente

in quantità anche notevolmente superiore rispetto alle necessità mondiali.

 

L’energia tradizionale viene prodotta dai combustibili fossili di cui si prevede che entro 40 anni saranno esauriti ed il loro uso genera una enorme quantità di biossido di carbonio (CO2) che è pericoloso per l’ambiente.

 

L’energia solare è molto costosa, ma potrebbe fornire tutta l’energia necessaria all’umanità.

 

L’energia eolica costa meno, ma le fonti produttive devono essere localizzate in luoghi adatti alla generazione del vento; in genere le turbine vengono raggruppate nelle cosiddette “fattorie eoliche”.

Attualmente si costruiscono turbine che singolarmente possono produrre fino a 6 Mw ciascuna.

Poiché la domanda di energia elettrica per la nostra nazione è di circa 180.000 Mw/h, occorrerebbero 30.000 turbine eoliche da distribuire su tutto il territorio nazionale, con una media di circa 1.500 turbine per ogni regione.

Poiché l’eolico non è legato alla presenza del sole per generare energia, possiamo considerarlo una fonte più continua ma non costante al 100%; per dare la certezza di continuità è necessario che ci sia un certo accumulo di energia in qualsiasi forma tale però da essere disponibile nel momento in cui serve.

Il sistema più semplice, ecologico e naturale per accumulare energia è quella potenziale che rappresenta una massa d’acqua depositata ad una certa altitudine.

Ipotizzando quindi di accumulare la massa d’acqua in qualsiasi momento in cui è disponibile una fonte energetica che non può essere diversamente usata perché in sovrapproduzione, possiamo dedurre di generare energia fotovoltaica durante il giorno ed eolica quando c’è il vento, per azionare le pompe per sollevare l’acqua fino all’accumulo ed usare l’acqua accumulata per generare energia elettrica quando risulta insufficiente quella generata da fonti dirette.

Il periodo utile medio di sfruttamento dell’energia del vento corrispondente a circa 1/3 nell’arco di un anno, calcoliamo che per circa 3.000 ore/anno una pala eolica può generare energia elettrica.

Considerando che :

-          il consumo medio di energia elettrica per ogni nucleo familiare è di circa 10 kw/giorno

-          i nuclei familiari in Italia sono circa 20.000.000

-          il consumo medio giornaliero per i nuclei familiari è di circa 200.000.000 kw/giorno

-          se una pala eolica produce in media circa 3.000 kw/h per 8 ore al giorno

-          una pala eolica può produrre in media 24.000 kw/giorno

-          con circa 8.400 pale eoliche può essere soddisfatto il fabbisogno di energia elettrica per 20.000.000 di nuclei familiari

-          il costo per la realizzazione di un impianto eolico è di circa 1.000 euro per 1 kw/h

-          ogni pala eolica da 3.000 kw/h costerebbe 3.000.000 di euro

-          il costo per la realizzazione di 8.400 pale eoliche da 3.000 kw/h ciascuna sarebbe di 25,2 miliardi di euro

-          il costo medio a carico di ogni nucleo familiare sarebbe di 1.275,00 euro

-          allo stato attuale ogni nucleo familiare spende circa 720 euro ogni anno per l’energia elettrica

-          l’ammortamento si realizzerebbe in circa 1,8 anni considerando costante negli anni il prezzo dell’energia elettrica.

-          i costi di manutenzione saranno del 5%/anno calcolato sul costo di ogni impianto, vale a dire circa 1.280 milioni di euro, vale a dire circa 64 euro/anno per ogni nucleo familiare

-          se il costo dell’impianto viene suddiviso in 10 anni, ogni nucleo familiare spenderebbe ogni anno 128+64 euro = 192 euro/anno

-          solo nei primi 10 anni il risparmio sarebbe di circa il 73%

-          l’inquinamento per generare tutta l’energia scenderebbe a zero

-          dopo i primi 10 anni, il risparmio salirebbe a circa il 90% riferito al prezzo attuale

 

Considerando che :

-          solo 1/3 dell’energia prodotta dall’eolico può essere usata in modo diretto, mentre il rimanente 2/3 deve essere accumulata per averla disponibile nel momento in cui serve

-          l’accumulo più semplice, pratico ed ecologicamente compatibile può essere realizzato con l‘accumulo di masse d’acqua in alto, tali da rappresentare una energia potenziale convertibile in qualsiasi momento.

-          per fare questo, c’è da considerare la realizzazione di centrali idroelettriche insieme ad un sistema di sollevamento dell’acqua, tali che richiedono un costo ulteriore corrispondente a 2/3 dell’impianto eolico, cioè altri 128,00 euro/anno per ogni nucleo familiare

-          il rendimento per la trasformazione dell’energia dall’idroelettrico, compreso la fase di sollevamento è di circa il 50%

-          per generare i 2/3 di energia elettrica con un rendimento del 50%, occorrerebbero 14.000 pale eoliche che, compresi i costi di manutenzione, porterebbe l’investimento a circa 45 miliardi di euro compresa la manutenzione, con un costo di 2.250 euro per ogni nucleo familiare che, sommati a circa 1.350 euro per la realizzazione delle turbine idroelettriche, il costo complessivo per ogni nucleo familiare ammonterebbe a 3600 euro

-          dividendo 3600 euro in 10 anni, in ogni caso, nei primi 10 anni il risparmio ammonterebbe esattamente al 50% rispetto ai costi sostenuti nell’attuale realtà

-          anche se dopo i 10 anni c’è da sostenere ulteriori costi per il rinnovo degli impianti e quant’altro, tali da mantenere sempre gli stessi costi, in ogni caso il risparmio si attesterebbe sempre al 50% rispetto agli attuali costi e l’inquinamento sarebbe praticamente nullo

-          ogni comprensorio sarebbe praticamente autonomo

-          non ci sarebbe dipendenza da paesi produttori in regime di monopolio

-          non esisterebbero le condizioni per farsi la guerra per accaparrarsi l’energia necessaria

-          l’occupazione aumenterebbe in maniera consistente

-          la tecnologia avrebbe un senso per svilupparsi

-          si creerebbero sicuramente le condizioni per una competizione tecnologica a scopi pacifici

 

Vantaggi dell’eolico :       

La costruzione delle turbine non è legata ad alcun produttore monopolista, per questo è poco costoso.

Può generare energia sia di giorno che di notte ed in qualsiasi condizione climatica.

 

Per le energie alternative, tutti oggi sono in ritardo nella loro utilizzazione e nell’adozione di politiche e tecnologie utili al loro sfruttamento, anche se le tecnologie sono pronte ed in teoria già da domani potremmo essere in grado di sostituire totalmente l’uso delle energie tradizionali, se solo chi ha il potere decisionale non frenasse in modo sistematico la diffusione della cultura del sistema per l’utilizzo delle energie alternative.

Questo sarà finché ci saranno energie tradizionali sufficienti al fabbisogno attuale.

 

E’ da tener presente che le principali compagnie petrolifere stanno investendo nel settore dell’energia rinnovabile, in primo luogo, per controllare e pilotare l’uso delle energie fossili, che sono fonte di notevole guadagno; nello stesso tempo limitano l’uso e lo sviluppo delle energie rinnovabili fino a quando possono sfruttare l’uso delle energie fossili.

 

Investire nella produzione di energia rinnovabile è la vera rivoluzione energetica perché è proprio l’energia rinnovabile che dovrà sostituire entro breve tempo le energie tradizionali per quattro motivi principali :

1. Il crescente costo divenuto ormai insostenibile delle energie fossili

2. Il pericoloso squilibrio dell’ecosistema ambientale

3. L‘esaurimento prossimo delle fonti di approvvigionamento

4. La dipendenza dalle nazioni ricche di materie prime.

Passare alle energie rinnovabili significa superare tutte le carenze presentate dalla dipendenza dalle energie tradizionali.

Come non essere consapevoli di ciò ?

Sembrerebbe troppo elementare arrivare a queste conclusioni.

Ma allora, perché non iniziare ad usare veramente l’energia rinnovabile ?

Come possiamo credere che la ricerca per uno sfruttamento serio delle energie rinnovabili non è ancora valida, tale da non consigliare un serio impiego del suo sfruttamento perché non in grado di garantire la copertura totale della richiesta di energia ?

All’opinione pubblica vengono trasferite solo informazioni di comodo ma in realtà, come stanno veramente le cose ?

Perché chi sa, non può dire ?

Perché se ne parla tanto, ma solo fino ad un certo punto ?

Perché ci vogliono far credere che la ricerca dello sfruttamento delle energie rinnovabili sta ancora all’età della pietra ?

Il propellente delle navicelle spaziali è forse un derivato del petrolio ?

Se non lo è, allora possiamo ipotizzare facilmente che esiste la tecnologia per produrre energie molto potenti ed efficienti ma che in realtà ne viene vietato l’uso per scopi comuni.

Dobbiamo per forza credere che chi governa il mondo è così sprovveduto da non avere già la soluzione per sostituire le fonti energetiche tradizionali, quando tutti sanno che le energie tradizionali entro breve tempo saranno inesauribilmente esaurite ?

Ma qui si va su questioni politiche ed economiche, proprio per questo molto pericolose per chi vuole ipotizzare di voler capire.

Parliamo quindi solo di ciò che ci è consentito conoscere e ciò che si è autorizzati a dire o ipotizzare.

 

Una cosa è certa :

il futuro dell’energia dovrà essere garantito dall’ASTA (Acqua – Sole – Terra – Aria) che la natura stessa ci fornisce in quantità sovrabbondanti per garantire ciò di cui ha bisogno l’umanità per vivere e svilupparsi.

Se andiamo ad elencare una ad una le possibili fonti energetiche rinnovabili, vediamo che tutte convergono verso le quattro componenti fondamentali che permettono la vita sul nostro pianeta :

 

Acqua :                Idroelettrico

                               Idrogeno

 

Sole :                      Fotovoltaico

                               Solare termico

                               Fotosintesi  

 

Terra :                    Geotermia

                               Biomasse

 

Aria :                      Eolico

 

L’uso delle biomasse rappresenta un ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto ha lo scopo di smaltire i rifiuti in modo ecologico per la produzione di energia evitando la necessità dello stoccaggio in discariche o il consumo di energia per l’incenerimento.

Il biocarburante viene generato da specifici prodotti agricoli denominati “colture energetiche”, la loro combustione produce una quantità di CO2 pari alla quantità assorbita dalla pianta per crescere.

Il Brasile produce il 40% del combustibile per il trasporto con la coltivazione della canna da zucchero; da considerare che il Brasile ha grosse superfici e quindi se lo può permettere.

 

L’idrogeno sarà il carburante del futuro prossimo.

La produzione dell’idrogeno può avvenire :

- attraverso il processo di elettrolisi per scindere l’acqua in atomi di idrogeno e di ossigeno

Questo processo produttivo non è inquinante ma richiede una grande quantità di energia elettrica che però può essere prodotta dal fotovoltaico, idroelettrico, eolico e biomasse, tutte fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti.

oppure

- attraverso il reforming dell’acqua

Questo processo produttivo non è inquinante ma richiede l’uso di tecnologie molto costose fino a quando non ci si decide di renderlo ad alta diffusione.

Se è vero come è vero che le navicelle spaziali usano l’idrogeno come propellente, possiamo ben capire l’enorme risorsa di cui l’umanità dispone.

 

E’ difficile riuscire a dare una giustificazione alle scelte attuali, dove la stupidità umana non permette di espandere l’uso delle energie rinnovabili nonostante che è molto semplice capirne la semplicità, l’opportunità, la convenienza e la enorme disponibilità.

L’idrogeno si produce con l’energia elettrica (elettrolisi, ma per contro, l’energia elettrica si può produrre con l’idrogeno attraverso la tecnologia fuel cell (celle di combustione) da cui scaturisce energia elettrica.

Il sole, l’acqua e il vento producono energia elettrica che può essere usata per l’uso diretto o per produrre l’idrogeno dall’acqua.

L’idrogeno può essere usato per l’uso diretto o per produrre energia elettrica.

In pratica il cerchio sui chiude e, poiché le energie rinnovabili disponibili sono esuberanti rispetto a quanto necessario, è credibile la trasformazione delle varie energie a discapito anche del rendimento.

 

Il consumo energetico Italiano nel 2004 è stato equivalente a 195 milioni di tonnellate di petrolio (Mtep) di cui solo 13 Mtep provengono dalle fonti rinnovabili e 10 Mtep è l’energia elettrica importata.

In pratica in Italia si consumano combustibili fossili pari a circa 172 Mtep che producono una enorme quantità di CO2.

In base al protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 16 Febbraio 2005, entro il 2012 l’Italia deve abbattere queste emissioni del 17,8% rispetto a quanto prodotto nel 2004 (6,5% rispetto a quanto prodotto nel 1990).

Ora questo si può ottenere o producendo energia con le fonti rinnovabili, che non inquinano, o acquistando energia elettrica (emission trading) dai paesi che usano le centrali nucleari e che quindi si trovano avvantaggiati per quanto riguarda l’emissione di CO2.

Chiaramente però l’acquisto di energia elettrica potrà essere fatto solo nei limiti della convenienza economica.

Se ne deduce che l’Italia, non avendo centrali nucleari, che sono le uniche fonti di energia che non producono CO2, ma producono scorie che generano inquinamento radioattivo di lunga durata, deve impegnarsi più delle altre nazioni dove funzionano le centrali nucleari, a sviluppare l’uso delle energie ecologiche.

Le varie fonti che producono le energie inesauribili e con processi ecologici, le elenchiamo in ordine di importanza :

- Eolico

- Fotovoltaico

- Idroelettrico

- Biomasse

Per fare questo, occorre sviluppare una appropriata cultura di sistema, ma soprattutto superare quei vincoli di interessi che non permettono di mettere in atto processi innovativi tali da dare la soluzione al problema, in quanto andrebbero a danneggiare gli interessi di quei pochi che hanno la pretesa di condizionare l’economia, l’orientamento politico e di conseguenza il futuro del pianeta Terra.

Quello che noi possiamo fare è discutere attorno a quello che è di nostra conoscenza ma che sicuramente non può corrispondere alla realtà dello stato dell’arte.

E’ ovvio e naturale che l’energia di cui necessitiamo è solo una piccola parte rispetto a quella che il sole trasmette quotidianamente sulla Terra e che il vento potrebbe generare.

Perché allora non usarla, visto che abbiamo la tecnologia per catturarla ?

Diciamo che il problema sta nella capacità di accumulo, ed allora si ricorre a dei palliativi assurdi, tali da sviare l’attenzione da quello che può essere la semplice soluzione del problema.

Basti pensare che l’idrogeno (enorme fonte di energia) può essere accumulato con certe precauzioni ampiamente conosciute e sicure.

L’acqua calda è una fonte di energia che può essere accumulata in modo molto elementare.

Allora perché non operare in tal senso ?

 

Il gas che contribuisce in modo determinante all’effetto serra è il biossido di carbonio (CO2) conosciuto come anidride carbonica ed è il principale derivato dei combustibili fossili, esso è passato da 290 ppmv nel 1880 a 380 ppmv nel 2006.

Il biossido di carbonio si scioglie facilmente in acqua; gli oceani ne contengono enormi quantità, ma l’aumento della temperatura dovuto all’effetto serra, diminuisce la solubilità in acqua, liberando nuovo gas nell’atmosfera ed accellerando il fenomeno.

Questi gas permangono nell’atmosfera per parecchi secoli dopo che avvengono le emissioni di CO2 con il conseguente continuo innalzamento della temperatura media globale superficiale, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello dei mari.

Per limitare l’effetto serra occorre :

·         eliminare l’uso delle energie fossili

·         usare le energie rinnovabili ecologiche

·         ridurre la deforestazione

 

Il protocollo di Kyoto prevede che entro il 2012 ci debba essere una diminuzione del 5% medio a livello mondiale delle emissioni totali di CO2.

L’Italia deve diminuire del 6,5% rispetto ai livelli di emissione del 1990, corrispondente al 17,5% delle emissioni del 2004.

 

A livello mondiale, gli USA consumano il 36% dei combustibili fossili per produrre l’energia necessaria al loro fabbisogno, ed è proprio gli USA che insieme all’Australia non hanno ratificato il protocollo di Kyoto, è plausibile quindi che le loro emissioni di CO2 aumenteranno enormemente, vanificando le eventuali diminuzioni degli altri paesi che, dovendo in generale ridurre del 5% l’emissione di CO2 a livello globale, si dovrebbe ipotizzare che tutti gli altri paesi che consumano circa il 50% dei combustibili fossili dovrebbero diminuire le loro emissioni in percentuale tale da coprire non solo la mancata diminuzione ma anche l’incremento delle emissioni degli USA e dell’Australia.

Ma già la Cina e l’India stanno incrementando l’uso dei combustibili fossili in modo esorbitante per effetto della enorme crescita produttiva.

E’ già certo che l’Italia non riuscirà a ridurre l’emissione di anidride carbonica concordata al protocollo di Kyoto perché non ha la volontà né la cultura di sviluppare l’uso di energie rinnovabili, ne è la prova il fatto che in realtà, alla fine del 2003, le nostre emissioni erano aumentate del 12%.

E’ quindi chiaro che il protocollo di Kyoto non sarà rispettato nel modo più assoluto.

 

                                                                              Sole

L’energia che il sole irradia sulla terra è circa 5000 volte superiore all’attuale consumo globale.

Nell’ultimo decennio, la produzione di celle fotovoltaiche è aumentata di oltre il 25% all’anno negli ultimi dieci anni e del 45% nel 2005.

Lo scorso anno sono state prodotte celle fotovoltaiche pari a 1727 Mw di energia elettrica di cui 833 Mw acquisite dal Giappone, 353 Mw dalla Germania e 153 Mw dagli USA.

La diffusione delle celle fotovoltaiche è ostacolata dall’alto costo dei pannelli fotovoltaici, nella misura in cui il costo di un chilowattora prodotto con pannelli fotovoltaici è di circa 30 centesimi di dollaro, mentre il costo di un chilowattora prodotto con l’uso di combustibili fossili è di circa 6 centesimi di dollaro.

I pannelli che usano celle solari a film sottile in silicio amorfo, hanno un costo abbastanza basso, ma sono meno efficienti ed altamente tossici con gravi problemi di smaltimento.

 

Con il solare termico è possibile produrre energia elettrica senza l’uso delle celle fotovoltaiche, usando la tecnologia del motore Stirling, una macchina ad alta efficienza con un fluido che circola tra una camera calda e una fredda; il fluido si espande quando la luce lo riscalda, spingendo un pistone che aziona una turbina.

Con uno specchio parabolico è possibile azionare un motore stirling di dimensioni simili ad un barile di petrolio in grado di produrre circa 25 Kw di energia elettrica di picco, con un costo di produzione inferiore ai 10 centesimi per chilowattora.

 

Fotovoltaico         

Solare termico

Produzione di energia elettrica limitata alle ore solari, necessita quindi di adeguati sistemi di accumulo.

Lo stato attuale della tecnologia dei moduli fotovoltaici ha raggiunto la maturità.

Il costo dei moduli è troppo alto.

Il costo per la produzione di energia elettrica è circa 4 volte superiore al costo di produzione con i combustibili fossili.

L’intero fabbisogno energetico nazionale sarebbe alla portata della tecnologia fotovoltaica.

Necessità di accumulo dell’energia prodotta con conseguente limitazione del suo sfruttamento.

Produzione acqua calda.

Poco usato in Italia nonostante che il nostro paese si trova in condizioni privilegiate “l’Italia è il paese del sole”.

Non ci sono limitazioni per l’accumulo, dovendo solo immagazzinare acqua calda.

Costi ancora troppo elevati e non competitivi, non legati a specifiche lobby, ma solo ad una cultura opportunistica.

 

Biomasse (energia trascurabile rispetto a quella necessaria).

L’uso delle biomasse da coltivazioni e da scarti industriali e domestici, ha raggiunto la competitività solo nelle applicazioni volte al riscaldamento degli edifici.

Nel breve termine può arrivare ad un contributo energetico di circa 12 Mtep annui.

I combustibili derivanti da coltivazioni di piante e semi, può contribuire solo in minima parte alla produzione di energia.

La produzione di energia da biomasse contribuisce alla generazione di CO2.

 

Eolico

E’ l’energia più competitiva economicamente, anche se più costosa dell’energia generata dai combustibili fossili.

In Europa, la produzione di energia eolica è passata da 1.700 Mw nel 1994 a 40.000 Mw nel 2005.

La Germania ha un parco eolico corrispondente a più di 18.000 Mw.

La Spagna ha un parco eolico corrispondente a più di 10.000 Mw.

La Danimarca 3.000 Mw.

Per l’Italia il valore è insignificante.

 

La Germania ha pianificato la produzione del 20% del proprio fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili entro il 2020.

La Svezia intende liberarsi del tutto dai combustibili fossili.

 

Un impianto eolico presenta problematiche dal punto di vista paesaggistico e dal limite di accettazione della rete elettrica al collegamento degli impianti eolici la cui generazione di potenza è di natura intermittente e casuale.

Considerando che un solo palo eolico di ultima generazione può produrre fino ad un picco massimo di 6 Mw e che l’energia elettrica necessaria a livello nazionale è di circa 180.000 Mw, in teoria, volendo produrre energia elettrica solo con l’eolico, sarebbero sufficienti 30.000 pali eolici sparsi in tutto il territorio nazionale, corrispondente a circa 1.500 pali eolici per ogni regione, con una distribuzione di circa 15 fattorie eoliche di circa 100 pali eolici ciascuna.

Se ogni palo eolico ha un costo di …………….. , con un investimento di ………….. diventa credibile l’ipotesi di liberarsi dall’uso dei combustibili fossili.

Poiché l’eolico non garantisce una disponibilità costante, necessita di un accumulo compensativo che per ora può essere ipotizzabile nella produzione di idrogeno.

 

La Spagna ha installato una potenza eolica di 10.000 Mw, in grado di soddisfare circa l’8% del fabbisogno nazionale di energia elettrica che, sommata al nucleare e all’idroelettrico, raggiunge oltre il 20% di energia a emissioni zero, contro il nostro 6% coperto quasi esclusivamente dall’idroelettrico e dal geotermico.

 

E’ dal 1995 che GAMESA, azienda spagnola, ha investito nell’eolico.

Oggi occupa la seconda posizione a livello mondiale per la produzione, vendita e installazione di aerogeneratori, con una quota di mercato di circa il 18%.

A fine 2004, GAMESA, poteva vantare un fatturato di 1745 milioni di euro, con un utile di 221 milioni ed una occupazione di 7200 unità.

E’ così che la Spagna oggi produce energia pulita, reddito e know-how che esporta in tutto il mondo (un parco eolico è in funzione nei pressi di Cocullo).

Le opportunità ci sono, ma per affrontare un futuro che arriverà in fretta occorre muoversi subito e coinvolgere tutte le forze del paese : la politica deve prendere decisioni importanti, la ricerca scientifica deve essere indirizzata a finalità concrete e l’industria deve agire di conseguenza per avviare attività produttive ed esportare tecnologia.

Per fare questo, occorre un mutamento radicale di filosofia in cui deve essere coinvolto anche il sistema bancario, diversamente, prima o poi resteremo al buio e ci resterà solo la preoccupazione di andare a cercare il responsabile.

 

Energie alternative :

Solare termico :

- potrebbe soddisfare il totale fabbisogno nazionale per la produzione di acqua calda

- non presenta difficoltà di accumulo

- costi troppo elevati

- zero emissione di CO2

- rendimento buono

 

Fotovoltaico :

- potrebbe soddisfare il totale fabbisogno nazionale per la produzione di energia elettrica

- tecnologia matura

- costi troppo elevati per l’acquisto degli elementi necessari

- mancanza di adeguate tecnologie per l’accumulo di energia prodotta

- zero emissioni di CO2

- rendimento circa 30% dell’energia assorbita

 

Eolico :

- potrebbe soddisfare il totale fabbisogno nazionale per la produzione di energia elettrica

- tecnologia matura

- costi molto competitivi

- impatto ambientale

- mancanza di adeguate tecnologie per l’accumulo di energia prodotta

- zero emissioni di CO2

- rendimento molto alto

 

Idroelettrico :

Il rendimento globale degli impianti idroelettrici va dall’80% al 90% e rappresenta il valore più elevato tra le varie fonti rinnovabili.

- può soddisfare parzialmente il fabbisogno nazionale per la produzione di energia elettrica

- tecnologia matura

- costi competitivi

- impatto ambientale trascurabile

- produzione di energia elettrica in base alla richiesta

- zero emissioni di CO2

- rendimento molto alto

 

Dall’analisi sviluppata si arriva facilmente alle seguenti conclusioni :

- l’acqua, il sole e l’aria sono le fonti di energia in grado di soddisfare totalmente la richiesta

   nazionale di energia elettrica.

- per contro però, nonostante che la tecnologia sia molto avanzata, non possono essere sfruttate

  per gli alti costi delle materie prime necessarie; alti costi non giustificati per il semplice fatto

  che le celle fotovoltaiche derivano dall’elemento più diffuso sulla Terra : il silicio.

Mentre le energie che sono competitive economicamente, contrastano con la cultura individuale, capace di annullare lo scopo (vedi l’eolico).

 

Idrogeno :

Si ottiene per elettrolisi dell’acqua con l’uso di energia elettrica.

- può soddisfare totalmente il fabbisogno nazionale dei carburanti

- tecnologia matura ma sicuramente migliorabile

- necessita di notevoli quantità di energia elettrica per la produzione ma, se si usa l’energia

  elettrica prodotta dal fotovoltaico, dall’eolico e dall’idroelettrico, la produzione può essere

  sicuramente conveniente

- tecnologie esistenti per i sistemi di accumulo

- fonte energetica inesauribile e illimitata

- zero emissioni di CO2

- basso rendimento per la produzione

 

In conclusione possiamo affermare che le fonti primarie per la produzione di energia che dovranno sostituire i combustibili fossili, sono :

Acqua                   / idroelettrico e idrogeno

Sole                        / fotovoltaico e solare termico

Terra                      / geotermico e biomasse

Aria                        / eolico

 

Una politica pressappochista e truffaldina ha permesso di accumulare notevoli ritardi nell’adozione di politiche e tecnologie utili allo sfruttamento delle energie rinnovabili.

Una legge del 1991 (CIP6) instaurò una tassa specifica sul consumo di energia elettrica allo scopo di destinarlo all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

In realtà questi fondi sono stati dirottati all’utilizzo di combustibili fossili, speculando sull’ambiguità di termini come “energie assimilate alle rinnovabili”.

 

Non è chiaramente comprensibile perché negli ultimi anni le risorse disponibili dedicate a R&S per l’energia rinnovabile sono diminuite drasticamente.

Di recente però alcune nazioni come il Giappone, la Germania, la Spagna , ecc. stanno dando una spinta vibrante allo sviluppo di una nuova crescita sostenibile.

Termini compatibili con la produzione di energia :

- aerogeneratori

- celle a combustibile a bassa temperatura

- celle polimeriche

- pompe di calore ad assorbimento

- supercapacitori

- idruri metallici

- nanotubi di carbonio

- miscele eutettiche

- produzione di idrogeno : elettrolisi, termolisi, pirolisi, fotolisi

 

Sonno energetico

Mancanza di politiche energetiche

Il futuro è vicinissimo, se non vogliamo che sia catastrofico e senza ritorno, dobbiamo uscire dal sonno energetico ed affrontare in modo corretto le politiche energetiche.

 

Fabbisogno elettrico Italiano = 180.000 Mw

Fabbisogno energetico Italiano = 490.000 Mw

Emission trading = commercio delle emissioni

L’Italia dipende dal petrolio per il 49% dei suoi consumi energetici e dal gas naturale per il 35% (totale = 84%).

Il picco di disponibilità dei combustibili fossili sarà raggiunto entro qualche anno (dal 2010 al 2020), poi la disponibilità sarà in discesa, mentre la richiesta sarà sempre maggiore, cosa succederà ?

E’ chiaro quindi che la riconversione tecnologica del sistema energetico mondiale diventa una urgenza vitale.

 

Negli USA, i soli mezzi di trasporto leggeri consumano 550 miliardi di litri di carburante all’anno, circa 5 litri per persona al giorno. Se gli altri paesi consumassero allo stesso modo, il consumo mondiale aumenterebbe dieci volte.

 

Negli USA i finanziamenti per R&S nel settore energetico sono diminuiti costantemente dal massimo raggiunto nel 1980.

Una analisi dei relativi brevetti porta a pensare che il calo dei finanziamenti ha rallentato lo sviluppo delle tecnologie relative alle energie rinnovabili.

In particolare, il numero di brevetti depositati per le celle fotovoltaiche e per l’energia eolica è precipitato con il decrescere degli investimenti.

Gianfranco Pistolesi

 

Documento prelevato sul WEB :    Il blog ha intervistato Jeremy Rifkin, autore di fama mondiale, tra i suoi libri: “Economia all’idrogeno”.
Il mondo che conosciamo sta cambiando in fretta. Il petrolio sta finendo. L’energia avrà due caratteristiche: sarà rinnovabile, come il sole e il vento, e distribuita. Ognuno di noi potrà creare la propria energia e metterla a disposizione degli altri in rete.

“Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metà del petrolio disponibile. Quando questo avverrà, quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010, come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all’idrogeno, ho speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime energetico è l’aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di petrolio. Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012 e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi produttori. Infine, c’è la questione dei cambiamenti climatici. Se prendiamo gli obiettivi dell’Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine della civilizzazione come la conosciamo. Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire l’enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l’umanità cambia il modo di produrre l’energia, primo, e quando cambia il modo di comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All’inizio del XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione industriale. La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale. L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C’è il mini idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque. L’Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite. Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha fissato l’obiettivo al 20%. Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande impianto di generazione. Questo già esiste. Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale forma di accumulo sarà l’idrogeno. L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine, il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale. Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la accumuliamo grazie all’idrogeno come i media con i supporti digitali, potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e globale nella “InterGrid”, come condividiamo le informazioni in Internet. Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare. L’agenzia internazionale per l’energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi’ morire i 439 impianti nucleare che
producono il 5% dell’energia del mondo. Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un’epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell’energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e’ che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita’. Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti se non l’ha trovata la Francia?
Quello che dobbiamo fare è democratizzare l’energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso…perché non possiamo farlo con l’energia? L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi. Da anni seguo il tuo sito, vorrei che ci fossero voci come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi’ tante persone di impegnarsi insieme…credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo intraprendere.”
Jeremy Rifkin